Referendum educazione affettiva a scuola: oltre 300 mila firme raccolte in 20 giorni

Referendum educazione affettiva a scuola: oltre 300 mila firme raccolte in 20 giorni
Referendum educazione affettiva a scuola: oltre 300 mila firme raccolte in 20 giorni

La campagna per il referendum «Sì educazione affettiva nelle scuole» ha superato le 300 mila sottoscrizioni in circa venti giorni. La proposta punta ad abrogare i vincoli all’educazione sessuo-affettiva introdotti dalle recenti disposizioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Il traguardo è stato raggiunto nel mese di agosto, un periodo solitamente complesso per le mobilitazioni civiche a causa della chiusura di scuole, università e sedi associative. L’obiettivo finale fissato dai promotori resta la soglia delle 500 mila firme, necessaria per portare il quesito al voto popolare.

La mobilitazione e il sostegno dei personaggi pubblici

Numerosi esponenti dello spettacolo e della cultura hanno firmato e rilanciato pubblicamente l’iniziativa. Tra gli aderenti figurano cantanti come Tiziano Ferro, Francesca Michielin, Giuliano Sangiorgi e Aiello, oltre al regista Ferzan Ozpetek.

Hanno espresso il loro sostegno anche gli attori Elena Sofia Ricci, Fabrizio Gifuni e Lucia Ocone, insieme a personaggi televisivi come Paola Barale e Alessandro Cecchi Paone. Il comitato promotore evidenzia come la diffusione del testo sia cresciuta soprattutto grazie al passaparola spontaneo tra famiglie e cittadini.

La rete associativa a supporto del quesito

La raccolta vede il sostegno di diverse realtà del mondo sindacale, studentesco e della società civile. Tra i firmatari dell’appello figurano la FLC CGIL, Arcigay, la Rete degli Studenti Medi, il Telefono Rosa e le associazioni di genitori come AGEDO.

Cosa prevede la normativa attuale

La mobilitazione contesta l’impostazione legislativa vigente, che esclude l’educazione sessuo-affettiva dai percorsi della scuola dell’infanzia e primaria. Per le scuole medie e superiori, l’accesso a questi progetti resta subordinato al consenso informato preventivo delle famiglie.

Secondo i referenti del comitato, Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, questi percorsi formativi dovrebbero invece essere garantiti in ogni grado d’istruzione, calibrando linguaggi e contenuti in base all’età degli allievi.

L’appello dei promotori chiede una convergenza trasversale a parlamentari, segretari di partito e amministratori locali di tutti gli schieramenti, compreso il centrodestra. L’obiettivo dichiarato è fornire agli studenti strumenti concreti per riconoscere il consenso, prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili e contrastare violenza, bullismo e discriminazioni.

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