Sequestrati 30 chili di funghi porcini al valico tra Svizzera e Italia

Cesto con funghi porcini appena raccolti nel bosco
Il raccolto di funghi porcini confiscato al confine con la Svizzera è stato destinato a una struttura per anziani.

Due uomini italiani sono stati fermati con un bottino illecito di ben 30 chili di funghi porcini al valico di Ligornetto, sul confine tra la Svizzera e l’Italia. La polizia ticinese ha intercettato il veicolo e requisito l’intero carico, che superava di ben cinque volte la soglia massima consentita dalle norme elvetiche.

I due si erano spostati a bordo del loro Suv nei boschi del Canton Ticino per una battuta di raccolta nei boschi montani. Il viaggio di rientro verso casa si è però interrotto bruscamente davanti alla pattuglia di frontiera, quando i controlli mirati hanno portato alla luce decine di chili di cappelle e gambi freschi stipati nell’abitacolo.

Il controllo al valico e la scoperta del carico

L’ispezione della polizia cantonale ha rivelato un quantitativo massiccio di funghi porcini destinati all’esportazione oltreconfine senza alcuna autorizzazione. La legge in vigore nel Cantone stabilisce infatti un limite ferreo di 3 chili al giorno per persona, una misura concepita per tutelare l’ecosistema boschivo dal prelievo massivo.


Raccolta di funghi porcini nei boschi

Avendo a bordo due raccoglitori, la soglia di tolleranza totale era fissata a 6 chili complessivi. I trenta chili sequestrati rappresentavano una violazione su larga scala delle disposizioni a tutela della flora selvatica, facendo scattare l’immediato sequestro amministrativo dei funghi.

Un prelievo sproporzionato di funghi provoca un danno concreto alla rigenerazione naturale del sottobosco e costituisce un’infrazione perseguita direttamente dalle autorità amministrative.

Dal tentativo di depistaggio alla confessione

Durante le fasi iniziali dell’interrogatorio, i due cercatori hanno tentato di eludere i controlli dichiarando che il raccolto proveniva dalla Germania, dove vigono regolamenti differenti. La giustificazione non ha convinto le forze dell’ordine, insospettite dalla freschezza dei funghi e dalla rotta del Suv.

Messi alle strette dalle verifiche sul campo, i due trasgressori hanno ritrattato la prima versione ammettendo di aver raccolto tutti i funghi porcini proprio sul suolo elvetico. Il tentativo di depistaggio ha aggravato la loro posizione amministrativa di fronte agli agenti cantonali.

Sequestrati 30 chili di funghi porcini al valico tra Svizzera e Italia

La normativa cantonale e le conseguenze legali

Una credenza diffusa porta a pensare che i boschi esteri siano liberamente accessibili senza limitazioni particolari o che basti transitare da un valico secondario per evitare controlli. La realtà legislativa elvetica applica regole rigorose e sanzioni pecuniarie per chi eccede i tetti consentiti.

  • Limite giornaliero: prelievo fissato a un massimo di 3 chili a testa al giorno.
  • Segnalazione formale: denuncia all’Ufficio della natura e del paesaggio del Dipartimento del territorio.
  • Confisca immediata: ritiro totale dei prodotti raccolti illegalmente sul suolo ticinese.
Aspetto del controllo Dettaglio accertato
Quantitativo complessivo trovato 30 chili di funghi porcini
Soglia consentita per due persone 6 chili totali (3 kg a testa)
Punto di frontiera del fermo Valico di Ligornetto
Autorità competente per la denuncia Ufficio della natura e del paesaggio
Destinazione finale della merce Donazione a una casa di riposo

Dalla confisca alla tavola: la donazione benefica

Formalizzata la denuncia per infrazione alla legge cantonale sulla raccolta dei funghi, il carico confiscato non è andato distrutto. L’intero quantitativo di porcini è stato donato a una casa di riposo per anziani del territorio circostante, trasformando un illecito ambientale in un pasto caldo per gli ospiti della struttura.

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