Il governo ha ufficializzato la proroga per lo sconto accise gasolio fino al 5 ottobre, introducendo un meccanismo a scalare che dimezza progressivamente il beneficio economico alla pompa. L’agevolazione si attesta a 12,2 centesimi al litro (IVA inclusa) tra il 18 e il 25 settembre, per poi scendere a 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre fino al 5 ottobre.
Il provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri con il decreto-legge n. 189 stabilisce un passaggio graduale verso il ritorno alle aliquote ordinarie, richiedendo uno stanziamento complessivo di 111,8 milioni di euro per l’anno in corso e 1,2 milioni per il 2028. Per gli automobilisti e i trasportatori, questo progressivo alleggerimento dello sgravio si traduce in un rincaro immediato a ogni rifornimento, modificando i costi chilometrici proprio a ridosso dell’autunno.
Fino a quando dura la proroga e come cambiano i prezzi alla pompa?
La durata complessiva della misura copre l’inizio dell’autunno, ma l’impatto sul portafoglio degli automobilisti non sarà uniforme nelle prossime settimane. Lo schema del decreto fissa l’imposta a 572,90 euro per mille litri per i consumi registrati dal 18 al 25 settembre, mentre dal 26 settembre al 5 ottobre il livello sale a 622,90 euro per mille litri.
Considerando che l’accisa rientra direttamente nella base imponibile dell’IVA al 22%, ogni variazione sull’imposta di fabbricazione produce un effetto moltiplicatore per i clienti privati. Il taglio nominale di 10 centesimi netti nella prima settimana garantisce un risparmio effettivo di 12,2 centesimi, mentre la riduzione di 5 centesimi netti della seconda finestra si traduce in uno sconto reale di 6,1 centesimi.
Sul piano pratico, calcolando un classico serbatoio da 50 litri, la riduzione del beneficio si fa sentire subito sulle spese familiari:
- Un primo incremento di circa 2,44 euro a pieno scatta a partire dal 18 settembre.
- Un ulteriore rincaro di 3,05 euro a pieno si aggiunge a partire dal 26 settembre.
- Un aggravio finale di altri 3,05 euro scatterà dal 6 ottobre, portando l’aumento complessivo rispetto alle settimane precedenti a 8,54 euro a rifornimento in caso di mancato rinnovo.
La progressiva riduzione dello sgravio fiscale sul carburante incide direttamente sul costo finale del pieno, poiché la componente accisa determina a cascata anche la quota totale dell’imposta sul valore aggiunto.
Il confronto delle aliquote: quanto si risparmia litro per litro
Per comprendere l’evoluzione della spesa, è utile analizzare lo scaglionamento temporale definito dai decreti governativi. Fino al 17 settembre l’aliquota ridotta fissata dal D.L. n. 157 garantiva uno sgravio complessivo di circa 17,1 centesimi al litro alla pompa, valore che ora viene progressivamente ridimensionato.
| Periodo di validità | Livello accisa e sconto alla pompa (IVA inc.) |
|---|---|
| Fino al 17 settembre | Aliquota D.L. 157/2026 (sconto ~17,1 cent/litro) |
| 18 – 25 settembre | 572,90 € per 1000 litri (sconto 12,2 cent/litro) |
| 26 settembre – 5 ottobre | 622,90 € per 1000 litri (sconto 6,1 cent/litro) |
| Dal 6 ottobre | 672,90 € ordinari (salvo accise mobili) |
Le imprese e i titolari di partita IVA che recuperano interamente l’imposta sul valore aggiunto percepiscono un risparmio parametrato esclusivamente all’imposta netta: 10 centesimi al litro fino al 25 settembre e 5 centesimi al litro fino al 5 ottobre.
Falso mito sui carburanti: la benzina beneficia dello stesso sconto?
Una convinzione errata molto diffusa tra gli automobilisti è che il taglio delle imposte interessi indistintamente qualsiasi veicolo termico presente sulle strade. I decreti recenti smentiscono questa interpretazione: l’intervento statale concentra le risorse finanziarie unicamente sui motori a gasolio.
L’accisa sulla benzina rimane applicata nella sua misura ordinaria, senza alcuna detrazione temporanea. La scelta dell’esecutivo risponde alla necessità di tutelare le filiere della logistica commerciale, della distribuzione delle merci, dell’agricoltura e delle attività industriali, settori strutturalmente dipendenti dal gasolio. Va precisato che il beneficio viene esteso anche ai carburanti paraffinici da sintesi o idrotrattamento, come l’HVO, e al biodiesel impiegato per l’autotrazione.
Cosa succede dopo il 5 ottobre con il meccanismo delle accise mobili?
Al termine della proroga stabilita dal decreto n. 189, l’aliquota di base tornerebbe al livello ordinario di 672,90 euro per mille litri. Tuttavia, la strategia annunciata prevede l’eventuale attivazione delle accise mobili, disciplinate dall’articolo 1 della legge n. 244/2007.
Questo strumento permette di compensare i rincari internazionali del greggio impiegando il gettito IVA supplementare incassato dallo Stato per abbassare proporzionalmente l’accisa. L’effettivo importo dello sconto successivo al 5 ottobre richiederà un apposito decreto congiunto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Impatto diretto sull’autotrasporto e sul gasolio commerciale
Il ritocco a tappe incide notevolmente sui rimborsi riservati alle aziende di trasporto merci. In base all’art. 24-ter del Testo Unico delle Accise (D.Lgs. 504/1995), la quota rimborsabile con la dichiarazione trimestrale sale a 169,68 euro per mille litri per i consumi effettuati tra il 18 e il 25 settembre. Parallelamente, il decreto ha inserito novità a sostegno del comparto automobilistico, tra cui l’esenzione dal bollo auto per il 2027 destinata ai veicoli di cilindrata contenuta.
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