Tragedia a Napoli, l’appello choc della famiglia (la nipote ha 11 anni): «Cancellate subito il video di mio padre morto»

Tragedia a Napoli, l'appello choc della famiglia (la nipote ha 11 anni): «Cancellate subito il video di mio padre morto»
Tragedia a Napoli, l'appello choc della famiglia (la nipote ha 11 anni): «Cancellate subito il video di mio padre morto»

La circolazione incontrollata di immagini esplicite sui social network travolge una famiglia colpita da un grave lutto a Napoli. I congiunti della vittima chiedono con fermezza l’immediata rimozione dei filmati che mostrano il corpo senza vita sull’asfalto.

L’incidente fatale e la diffusione del filmato in rete

Umberto Sarnacchiaro, 64 anni, ha perso la vita mentre percorreva la strada in sella alla propria bicicletta, a seguito di un violento impatto con uno scooter.

Subito dopo il drammatico scontro, un video registrato sul luogo del sinistro è stato pubblicato online ed è rapidamente rimbalzato da un profilo all’altro sulle principali piattaforme social.

Nel filmato in questione si distingue chiaramente la vittima riversa a terra, ormai priva di vita, con dettagli visivi espliciti che mostrano parti del corpo dell’uomo.

Il grido di dolore della figlia: «Lo state uccidendo di nuovo»

La figlia della vittima, Amalia Sarnacchiaro, ha denunciato pubblicamente lo strazio causato dalla viralità di quelle riprese, lanciando un messaggio perentorio a tutti gli utenti del web.

«Stanno continuando a uccidere mio padre», ha dichiarato la donna, sottolineando la necessità assoluta di tutelare e difendere la memoria del genitore e l’integrità psicologica di tutti i parenti.

La vista di quei fotogrammi ha generato un profondo stato di choc nella famiglia, costretta ad assistere alla spettacolarizzazione non autorizzata della fine del proprio caro.

L’impatto sui minori e la richiesta formale di rimozione

Il video diffuso in rete è stato visualizzato anche da una ragazzina di 11 anni, nipote del 64enne, provocando un trauma ulteriore nel contesto familiare.

«Quelle immagini le ha viste anche mia figlia ed è stato come continuare a uccidere mio padre», ha ribadito Amalia, evidenziando le gravi conseguenze generate dall’assenza di filtri sui social network.

I familiari hanno formalmente intimato ad alcune testate giornalistiche di cancellare il video dai propri canali, rinnovando l’invito tassativo a ciascun utente a interrompere la condivisione e rimuovere definitivamente ogni copia del file.

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