Tragedia a Venezia: Luna Darin stroncata dal virus West Nile alla vigilia della Mostra del Cinema

Tragedia a Venezia: Luna Darin stroncata dal virus West Nile alla vigilia della Mostra del Cinema
Tragedia a Venezia: Luna Darin stroncata dal virus West Nile alla vigilia della Mostra del Cinema

Una scomparsa improvvisa ha sconvolto la comunità veneziana alla vigilia di quello che doveva essere un momento di consacrazione artistica. Luna Darin, giovane artigiana e maestra perlera, è morta il giorno prima della proiezione del documentario di cui è protagonista alla Mostra del Cinema di Venezia.

L’artista avrebbe dovuto presenziare al Lido per la prima del film intitolato “Custodi. L’eredità culturale di Venezia”. L’opera, promossa dalla Soprintendenza, celebra due tesori immateriali della laguna: l’arte delle perle di vetro, patrimonio UNESCO dal 2020, e il merletto di Burano e Pellestrina.

Il contagio e il rapido decorso clinico

Il decesso è avvenuto mercoledì, a meno di due settimane dalla comparsa dei primi sintomi. A fine agosto la giovane donna era stata punta da una zanzara che le ha trasmesso il virus West Nile, patogeno ormai endemico sul territorio nazionale.

Sebbene l’infezione si presenti nella maggioranza dei casi in forma asintomatica o lieve, il quadro clinico è precipitato rapidamente a causa di una patologia autoimmune preesistente, che l’artigiana teneva sotto controllo da anni tramite terapie farmacologiche.

Dopo un iniziale ricovero all’ospedale Civile di Venezia, le sue condizioni hanno imposto il trasferimento d’urgenza a Padova nel disperato tentativo di eseguire un trapianto. L’intervento non si è rivelato praticabile e la donna si è spenta nel reparto ospedaliero.

«Hanno fatto di tutto per salvare mia figlia, sia a Venezia che a Padova», ha dichiarato la madre Liliana Vianello. I sanitari eseguiranno un’autopsia per analizzare nel dettaglio le cause e la rapidità della progressione clinica.

I rilievi condotti dai tecnici dell’Ulss 3 Serenissima hanno confermato che si tratta di un caso isolato. In conformità con le linee guida sanitarie vigenti, non si rendono necessari interventi straordinari di disinfestazione ambientale.

L’eredità artistica e la bottega Alchimia Vitrum

Cresciuta in una famiglia legata alla lavorazione tradizionale, Luna Darin aveva appreso il mestiere fin dall’infanzia. Suo padre Paolo gestiva una fabbrica al ponte di Tre Archi, chiusa durante la pandemia, mentre la madre Liliana conduce un negozio ai piedi del Ponte delle Guglie.

Subito dopo aver terminato gli studi superiori, l’artigiana aveva iniziato a modellare le sue creazioni al lume. Insieme al compagno Luca, con cui condivideva la vita da dieci anni e con il quale programmava il matrimonio per il prossimo anno, aveva da poco inaugurato un nuovo spazio produttivo.

Il laboratorio, denominato Alchimia Vitrum, era stato aperto a San Cassiano per operare lontano dai percorsi più affollati dal turismo di massa. Lì i due artigiani avevano allestito le rispettive postazioni di lavoro dedicate alla manipolazione a caldo del vetro.

La commozione alla proiezione all’Excelsior

La proiezione del documentario si è svolta nello Spazio Eventi dell’Hotel Excelsior al Lido, alla presenza dei familiari dell’artista e delle istituzioni lagunari. Luna Darin aveva lavorato a stretto contatto con il regista Andrea Longhin, guidandolo nei luoghi storici delle botteghe vetrarie.

«Vederla sullo schermo e percepire la sua assenza è stato brutale», ha commentato Marisa Convento, presidente del Comitato per la salvaguardia dell’arte delle perle di vetro veneziane. Alla proiezione ha presenziato anche l’assessore comunale al commercio Sebastiano Costalonga.

Sara Bini, funzionaria della Soprintendenza che ha coordinato la realizzazione del documentario, ha confermato che l’intero girato e le riprese inedite rimarranno custoditi negli archivi istituzionali a perenne testimonianza del lavoro dell’artigiana.

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