La città di New York ha desecretato e pubblicato oltre 170.000 pagine di documenti interni rimasti nascosti per decenni. I fascicoli certificano come le autorità abbiano ripetutamente ingannato i residenti sulla reale qualità dell’aria dopo l’attacco al World Trade Center dell’11 settembre 2001.
La diffusione di questi atti, avvenuta a ridosso del venticinquesimo anniversario della tragedia, porta alla luce la gestione politica e sanitaria dell’emergenza durante la corsa per riaprire e stabilizzare Lower Manhattan. Quasi 3.000 persone morirono durante gli attentati, ma altre migliaia sono decedute negli anni successivi a causa di tumori e patologie croniche legate alle polveri inalate a Ground Zero.
Il materiale comprende rapporti di monitoraggio ambientale e relazioni interne che segnalavano livelli allarmanti di sostanze letali, tra cui amianto e agenti chimici altamente caustici, tra l’ottobre e il novembre del 2001.
Vigili del fuoco al lavoro sotto i montanti distrutti delle Torri Gemelle l’11 settembre 2001.
La scoperta di 68 scatoloni dimenticati
Gli archivi resi noti provengono da 68 faldoni rinvenuti lo scorso anno all’interno di un ufficio governativo municipale. La pubblicazione segna la fine di una lunga vertenza legale promossa dall’associazione 9/11 Health Watch, che si batteva da tempo per accedere ai registri.
«Con il passare degli anni e l’aumento delle vittime, affrontiamo il costo dell’11 settembre ogni volta che un newyorkese ci viene strappato troppo presto», ha dichiarato il sindaco Zohran Mamdani durante la conferenza stampa di presentazione.
Ben Chevat, direttore esecutivo di 9/11 Health Watch, ha evidenziato l’importanza del rilascio per sbloccare ulteriori sussidi sanitari federali e promuovere studi scientifici mirati sui sopravvissuti.
Fumo tra gli edifici di Manhattan visto da Brooklyn dopo il crollo del World Trade Center l’11 settembre 2001.
Rassicurazioni pubbliche e dati interni occultati
Alla domanda se la mancata pubblicazione dei documenti per 25 anni sia stata un insabbiamento, Mamdani ha puntato il dito contro diverse amministrazioni comunali che si sono rifiutate di cedere documenti spettanti alla cittadinanza.
Le carte confermano che l’allora sindaco Rudolph Giuliani e i vertici cittadini rassicurarono continuamente gli abitanti e i primi soccorritori, ignorando i riscontri negativi delle loro stesse squadre tecniche. Il 6 ottobre 2001, il commissario associato alla Sanità Kelly McKinney scrisse un promemoria interno evidenziando che l’aria carica di amianto non consentiva il rientro nelle abitazioni, proprio nello stesso giorno in cui Giuliani affermava pubblicamente che l’aria fosse sicura.
Una linea continuata anche dal successore Michael Bloomberg, il quale nel febbraio 2002 dichiarava che tutti i test rientravano nei limiti accettabili. Interpellato sulla nuova diffusione documentale, un portavoce di Bloomberg ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Denso fumo si alza nel cielo dietro la Statua della Libertà, dove sorgevano le Torri Gemelle.
I documenti attestano come vennero nascoste contaminazioni da piombo presso il quartier generale del Dipartimento dei Trasporti, sconsigliando contestualmente l’impiego dei respiratori a chi scavava tra i resti delle torri. Molti residenti tornarono negli appartamenti coperti di cenere alcalina e caustica, manifestando epistassi croniche, asma precoce, eruzioni cutanee e tosse persistente.
Le denunce degli esperti e dell’EPA
Nel febbraio 2002, il deputato Jerry Nadler inviò un documento ufficiale all’ufficio di Bloomberg denunciando le inadempienze dell’Environmental Protection Agency (EPA). Nadler contestò all’allora amministratrice dell’EPA, Christie Whitman, di aver dichiarato l’aria respirabile prima ancora che venissero eseguiti test indoor.
La documentazione include anche le scoperte dei ricercatori della University of California, Davis, che individuarono quantità straordinarie di particolato ultrafine capace di penetrare in profondità nei polmoni. Negli stessi mesi, la chimica dell’EPA Cate Jenkins denunciò internamente linee guida di bonifica inadeguate e dati sanitari distorti, finendo per essere licenziata dall’agenzia prima di essere reintegrata come whistleblower.
In una nota ufficiale, Whitman si è difesa sostenendo che le sue dichiarazioni si basavano sulle analisi fornite dagli scienziati EPA e ha precisato che la giurisdizione operativa dell’area apparteneva alla municipalità di New York.
Fumo dalle Torri Gemelle in fiamme dopo l’impatto degli aerei dirottati.
I dati del Memoriale dell’11 Settembre indicano che oltre 140.000 persone sono iscritte al World Trade Center Health Program e 49.000 hanno ricevuto una diagnosi di cancro certificata riconducibile alle esalazioni. L’assistenza per le patologie oncologiche fu introdotta dal Congresso solo nel 2012, in seguito a verifiche epidemiologiche sul tasso di tumori tra i vigili del fuoco.
Le conseguenze più gravi ricaddero anche sulla vicina comunità di Chinatown. I residenti furono tagliati fuori dalle informazioni di bonifica a causa della mancanza di operatori EPA di lingua asiatica, mentre studi pediatrici registrarono una forte impennata dei sintomi asmatici infantili nel quartiere.
Persone camminano nell’area in cui sono crollati gli edifici del World Trade Center.
La gestione delle cause e il “Memo Harding”
Tra i documenti desecretati spicca il cosiddetto “Harding Memo”, trasmesso all’allora vicesindaco Robert Harding dall’ufficio legale municipale. La nota stimava circa 35.000 potenziali ricorrenti, di cui almeno 10.000 pronti a intentare causa contro l’amministrazione cittadina.
Il documento suggeriva modifiche legislative per limitare la responsabilità civile del Comune, esprimendo il timore che giudici e giurie potessero mostrarsi favorevoli ai querelanti e condannare l’ente a risarcimenti milionari.
Civili in fuga durante il crollo di una torre del World Trade Center l’11 settembre 2001.
Il Corporation Counsel Steve Banks, legale della città, ha spiegato che il rischio di nuove azioni legali non doveva ostacolare la trasparenza dovuta alle vittime. I file sono stati caricati su una piattaforma pubblica online consultabile gratuitamente, la cui creazione chiude i contenziosi aperti con 9/11 Health Watch.
Un uomo tra le macerie cerca superstiti dopo il crollo della prima torre del World Trade Center.
I funzionari municipali hanno confermato che il rilascio attuale costituisce solo la prima tranche e che nuovi faldoni verranno esaminati e resi pubblici a scaglioni nel corso del prossimo anno.








