Infarto a 19 anni alle Cinque Terre: salvata alle Molinette dopo 8 ore di trapianto

Infarto a 19 anni alle Cinque Terre: salvata alle Molinette dopo 8 ore di trapianto
Infarto a 19 anni alle Cinque Terre: salvata alle Molinette dopo 8 ore di trapianto

Una vacanza studio in Italia si è trasformata all’improvviso in un’emergenza clinica estrema per Regina, 19 anni, studentessa di Medicina a Monterrey. A fine luglio, mentre nuotava nel mare delle Cinque Terre, la ragazza è stata colpita da un infarto miocardico massivo causato da un’anomalia congenita delle arterie coronarie fino a quel momento sconosciuta.

Raggiunta la riva con le ultime forze, la giovane è stata soccorsa e trasferita all’ospedale di La Spezia, dove è andata in arresto cardiaco. I medici liguri hanno avviato tempestivamente il supporto in ECMO, la circolazione extracorporea necessaria per vicariare le funzioni di cuore e polmoni.

Dalla Liguria a Torino: la corsa contro il tempo

Il successivo trasferimento d’urgenza al policlinico San Martino di Genova ha confermato una diagnosi definitiva e senza margini di recupero: shock cardiogeno con danno irreversibile del muscolo cardiaco. L’unica opzione terapeutica rimasta era il trapianto.

La paziente è stata quindi trasferita all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, centro di riferimento nazionale per i trapianti d’organo. Ricoverata nella Terapia Intensiva di Cardiochirurgia diretta da Anna Trompeo, Regina è stata inserita con urgenza assoluta nella lista d’attesa nazionale.

Il supporto meccanico temporaneo

Per mantenerla stabile durante l’attesa di un donatore compatibile, i cardiochirurghi hanno impiantato una pompa microassiale intracardiaca di ultima generazione. Il dispositivo meccanico ha sostenuto la gittata cardiaca per quasi due settimane, mentre i genitori della ragazza raggiungevano Torino dal Messico.

L’organo dalla Calabria e l’intervento di otto ore

La svolta è arrivata con la segnalazione di un cuore disponibile e compatibile in Calabria. Un’équipe torinese è partita immediatamente per effettuare il prelievo dell’organo, mentre a Torino veniva allestita la sala operatoria per la ricevente.

L’équipe della Cardiochirurgia delle Molinette della Città della Salute di Torino.

L’intervento chirurgico è durato circa otto ore ed è stato eseguito da Mauro Rinaldi, direttore della Cardiochirurgia delle Molinette, insieme a Massimo Boffini, Antonino Loforte e all’anestesista Alberto Orsello. Una volta rimosso il cuore nativo compromesso e anastomizzato il nuovo organo, il battito cardiaco è ripartito regolarmente, consentendo lo svezzamento definitivo da tutti i supporti meccanici.

Dimissioni e rientro in Messico

Il decorso post-operatorio non ha fatto registrare complicanze. A tre settimane dall’ingresso in ospedale in condizioni disperate, la ragazza è stata dimessa dal reparto cardiochirurgico.

I medici delle Molinette hanno predisposto il protocollo terapeutico di continuità insieme al Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e a una struttura specialistica di Houston, che seguiranno il follow-up e la terapia immunosoppressiva della diciannovenne al suo rientro a casa.

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