Leggere una sequenza partendo dall’ultima lettera per tornare alla prima senza alterarne il senso definisce il meccanismo del palindromo. Il termine deriva dal greco palíndromos, formato da pálin («all’indietro») e drómos («corsa»), ovvero «che corre all’indietro».
L’Enciclopedia dell’Italiano Treccani identifica il fenomeno come una sequenza di lettere o sillabe leggibile in senso retrogrado con lo stesso esito di partenza o con un altro senso compiuto. Nella convenzione linguistica non si considerano spazi, accenti o segni di punteggiatura.
Nella tradizione italiana queste strutture venivano chiamate «versi bifronti», in riferimento al dio romano Giano, oppure «versi cancrini», richiamando il movimento all’indietro del granchio.
Il record di «onorarono» e i palindromi nel vocabolario italiano
Il vocabolario italiano include all’incirca un centinaio di singole parole palindrome. Tra le più semplici figurano vocaboli minimi come «ala», «oro», «ama», «osso» o «radar».
La complessità aumenta con elementi più lunghi quali «anilina», «ingegni», «avallava» e «ovattavo». Tra le parole di uso comune, il record assoluto di estensione appartiene alla voce verbale «onorarono», composta da nove lettere perfettamente speculari.
Le frasi simmetriche e gli esperimenti di Primo Levi
Comporre intere frasi di senso compiuto richiede un lavoro di combinatoria più sofisticato. Tra gli autori che si sono dedicati a questo esercizio figura Primo Levi, autore di un doppio decasillabo palindromo di 40 lettere: «eroina motore in Italia / ai Latini erotomani or è».
La tradizione enigmistica ha tramandato formule entrate nella cultura popolare:
- «Amo ridere di Roma»
- «Ai lati d’Italia»
- «Ecco delle belle docce»
- «E le tazzine igienizzatele»
- «O mordo tua nuora o aro un autodromo»
- «È corta e non è sadica e non è acida se non è atroce»
L’enigma del quadrato del Sator: da Pompei a Nolan
La codificazione del verso retrogrado risale al poeta greco Sotade nel III secolo a.C., ma il reperto più celebre appartiene alla cultura latina: il quadrato del Sator. Si tratta di una griglia 5×5 composta dalle parole SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS.
Iscrizione storica del quadrato magico con le parole Sator Arepo Tenet Opera Rotas.
Il testo può essere letto in quattro direzioni: da sinistra a destra, da destra a sinistra, dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto. Il reperto più antico è stato identificato nel 1925 a Pompei, databile a prima dell’eruzione del 79 d.C.
La sequenza ha ispirato studi esoterici, analisi letterarie come il saggio Sator arepo eccetera di Umberto Eco del 2006, e la struttura narrativa del film Tenet di Christopher Nolan nel 2020. Dal Medioevo provengono invece formule come il palindromo ritmico «In girum imus nocte et consumimur igni» e la brevissima locuzione «Roma subito motibus amor».
La simmetria numerica e l’enigma del 196
La proprietà simmetrica si applica direttamente all’aritmetica. Numeri come 121, 1331 o 45654 mantengono il medesimo valore se invertiti.
I numeri composti esclusivamente dalla cifra 1, noti come Repunit, generano quadrati palindromi: 11 elevato alla seconda dà 121, 111 produce 12321, mentre il quadrato di 11111 corrisponde a 123454321.
Il caso del numero di Lychrel
Applicando l’algoritmo basato sull’invertire le cifre di un numero e sommarle al valore di partenza, la quasi totalità degli interi genera rapidamente un palindromo. Ad esempio, partendo da 52 si somma il suo inverso 25 ottenendo 77.
Questo meccanismo fallisce con il numero 196. Nonostante miliardi di passaggi calcolati tramite computer, il ciclo non ha mai prodotto una sequenza simmetrica, rendendo il 196 il più ridotto candidato tra i cosiddetti numeri di Lychrel.


