Immunoterapia: scoperta la proteina PRMT7, la molecola MS54 sblocca l’attacco dei linfociti T al melanoma

Immunoterapia: scoperta la proteina PRMT7, la molecola MS54 sblocca l'attacco dei linfociti T al melanoma
Immunoterapia: scoperta la proteina PRMT7, la molecola MS54 sblocca l'attacco dei linfociti T al melanoma

Un team internazionale guidato dalla McGill University e dalla Icahn School of Medicine at Mount Sinai ha individuato un freno naturale all’interno dei linfociti T CD8+, le cellule immunitarie responsabili della distruzione dei tessuti tumorali. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, dimostra come la rimozione di questo blocco molecolare consenta alle difese dell’organismo di moltiplicarsi e aggredire il cancro con intensità superiore.

Il freno biologico è la proteina PRMT7, un regolatore già noto nei processi cellulari. Disattivando il gene responsabile della sua produzione nei topi, i ricercatori hanno rilevato un incremento marcato della risposta immunitaria e dell’attività antitumorale complessiva, senza dover modificare il bersaglio originario delle cellule.

Come agisce l’ostacolo molecolare sui linfociti T

Il meccanismo ruota attorno al percorso NF-κB, uno dei circuiti biochimici primari che governano la reattività delle difese immunitarie. PRMT7 si lega direttamente alla proteina RelA, impedendole di accedere al nucleo cellulare per attivare i geni deputati alla risposta contro il tumore.

Quando PRMT7 viene rimossa, il segnale genetico raggiunge il nucleo senza interferenze. Gli esperimenti hanno documentato una rapida impennata dei marcatori di attivazione CD25 e CD69, accompagnata da un rilascio superiore di interferone gamma.


Rappresentazione grafica delle dinamiche immunitarie cellulari contro formazioni tumorali.

La molecola sperimentale MS54 e i test sul melanoma

Per intervenire su questo snodo senza ricorrere all’ingegneria genetica permanente, gli studiosi hanno sviluppato MS54. Si tratta di un composto di classe PROTAC, ideato per convogliare PRMT7 verso il proteasoma, il sistema naturale di smaltimento dei rifiuti proteici della cellula.

I test condotti su modelli murini affetti da melanoma hanno evidenziato un controllo superiore della massa tumorale dopo la somministrazione di linfociti trattati con MS54. Nei campioni di linfociti T umani analizzati in vitro, la molecola ha aumentato la proliferazione cellulare e la letalità contro le linee cellulari del melanoma.

I passaggi necessari prima della sperimentazione clinica

I ricercatori precisano che MS54 rimane una molecola preclinica di laboratorio e non costituisce un trattamento pronto per i pazienti oncologici. La degradazione selettiva di PRMT7 dovrà dimostrare di non generare tossicità sistemica o reazioni autoimmuni dovute a una stimolazione eccessiva dei linfociti.

La proteina era già stata segnalata su npj Breast Cancer come bersaglio per indebolire le difese del carcinoma mammario. Il lavoro condotto da McGill e Mount Sinai sposta l’azione sul versante opposto, puntando sul potenziamento diretto delle armi già presenti nell’organismo.

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