Montebelluna svela 29 targhe in ottone: un percorso lungo 2000 anni di storia

Montebelluna svela 29 targhe in ottone: un percorso lungo 2000 anni di storia
Montebelluna svela 29 targhe in ottone: un percorso lungo 2000 anni di storia

Montebelluna ha inaugurato il tracciato permanente intitolato “150 anni. Il percorso nella storia”. Si tratta di un itinerario scandito da 29 targhe in ottone che collegano la rampa Frà Enselmino a piazza Sedese, fino alla loggia dei Grani.

L’installazione copre un arco temporale di oltre duemila anni, partendo dal V secolo a.C. fino ad arrivare al 1872. La cerimonia di sabato 5 settembre ha compreso lo svelamento del totem, la benedizione e il taglio del nastro alla presenza della banda musicale cittadina e delle majorettes.

In piazza Sedese l’amministrazione ha consegnato un riconoscimento ufficiale al ragioniere Gianni Gallo, novantenne, sostenitore economico dell’opera tramite Abaco spa.

Dalle origini paleovenete al trasferimento del mercato

Il progetto affonda le radici nelle celebrazioni del 2022, indette per i 150 anni dal trasferimento del mercato cittadino dalla collina alla pianura, avvenuto nel 1872. Il comitato operativo, presieduto dalla professoressa Gianna Galzignato, ha promosso l’installazione per lasciare un segno duraturo dell’evento.

I testi storici sono stati curati dallo studioso Lucio De Bortoli e dall’archeologa Emanuela Gilli, conservatrice del museo civico. Le versioni in lingua inglese portano la firma di Alberta Bassi e Chiara Maschio.

La riqualificazione della rampa Frà Enselmino

Insieme alla posa delle targhe, il comune ha completato la ristrutturazione della scalinata lungo la rampa Frà Enselmino. Il cantiere ha richiesto una spesa di circa 30mila euro per rinnovare la pavimentazione, rifare le cordonate e sistemare le caditoie.

Il sindaco Adalberto Bordin ha sottolineato la partecipazione corale di maggioranza e opposizione alle celebrazioni, estendendo il ringraziamento a don Antonio, alle forze dell’ordine e alle delegazioni delle città gemellate giunte per l’occasione.

La memoria impressa nello spazio urbano

Galzignato ha rimarcato come l’opera punti a ricordare tappe e figure chiave della comunità locale, evidenziando che un anniversario rappresenta lo specchio della propria evoluzione nel tempo.

Lucio De Bortoli ha ricordato il peso del passato archeologico locale: la Montebelluna paleoveneta costituiva il terzo polo per rilevanza dell’antico Veneto orientale, preceduto soltanto da Padova ed Este. Il percorso a cielo aperto risponde all’esigenza di mostrare tracce concrete di questo patrimonio a cittadini e visitatori.

Gianni Gallo ha chiuso la cerimonia definendo l’attestato ricevuto un tributo alla dedizione di chi lavora quotidianamente per la crescita del centro trevigiano.

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