La lunga stagione dell’iper-semplificazione e della neutralità cromatica sta lasciando spazio a un cambio di rotta netto sulle passerelle internazionali. Le collezioni per l’Autunno/Inverno 2026-2027 segnano il tramonto definitivo del cosiddetto quiet luxury, sostituito da un’estetica densa di materia, decoro e costruzione sartoriale complessa.
I direttori creativi rispondono all’omologazione digitale rilanciando la dimensione fisica e artigianale del prodotto. Forme scultoree, ricami elaborati e accostamenti fuori dagli schemi definiscono quello che si profila come un nuovo massimalismo pratico.
Illustrazione della collezione Chanel Autunno Inverno 2026 2027.
Illustrazione della collezione Dior Autunno Inverno 2026 2027.
Illustrazione della collezione Bottega Veneta Autunno Inverno 2026 2027.
La sperimentazione materica tra Milano e Parigi
Alla guida stilistica di Bottega Veneta, Louise Trotter focalizza la ricerca sulla trasformazione dei materiali nobili. La collezione porta in passerella pellicce tessute interamente in seta, proporzioni espanse e riletture macroscopiche del tradizionale motivo a intreccio.
Il debutto di Meryll Rogge da Marni, andato in scena a febbraio durante la Milano Fashion Week, ha tracciato una visione formale e funzionale che dialoga apertamente con l’eredità fondativa di Consuelo Castiglioni. Le impunture a vista assumono valore ornamentale, i pois diventano occhielli metallici e la bigiotteria artigianale viene dipinta a mano con geometrie esasperate.
Look della sfilata Bottega Veneta Autunno Inverno 2026 2027.
Creazione in passerella per la sfilata Marni Autunno Inverno 2026 2027.
Dettaglio di un completo Marni Autunno Inverno 2026 2027.
Il ruolo della visibilità: la corte di Dior alle Tuileries
A Parigi l’operazione più emblematica porta la firma di Jonathan Anderson per Dior. Lo show è stato allestito attorno al Bassin Octogonal dei Giardini delle Tuileries, luogo che storicamente imponeva codici vestimentari stringenti per esibire il rango sociale.
Anderson recupera il concetto di abito come strumento di presenza pubblica, rifiutando l’invisibilità rassicurante delle ultime stagioni. Giacche e pantaloni presentano motivi botanici cangianti e i sandali sfoggiano una struttura asimmetrica, con un fiore differente applicato su ciascun piede.
Modella in passerella per la collezione Dior Autunno Inverno 2026 2027.
Uscita della sfilata Dior Autunno Inverno 2026 2027 a Parigi.
I nuovi protagonisti del cambiamento
Il cambio di paradigma coinvolge i principali poli del lusso europeo. Da Chanel con Matthieu Blazy fino a Julian Klausner per Dries Van Noten e Duran Lantink per Jean Paul Gaultier, il registro comune ruota attorno all’esuberanza calcolata e all’enfasi sulle tecniche manifatturiere.
Look presentato durante la sfilata Dries Van Noten Autunno Inverno 2026 2027.
Questa trasformazione produttiva e stilistica trova conferma nei dati analitici del comparto. L’osservatorio Il Bello della Moda, promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana con il supporto di McKinsey & Company e IntelliSurvey, evidenzia come la filiera del tessile e dell’abbigliamento mantenga il proprio baricentro economico proprio nella perizia artigianale e nel valore aggiunto della manifattura complessa.










