Il dibattito economico sulla prossima Manovra 2027 include nuovamente la cancellazione della tassa automobilistica. La proposta, rilanciata dal leader di Forza Italia Antonio Tajani, mira a cancellare definitivamente un tributo da sempre sgradito ai contribuenti.
Il dossier non dispone ancora di un via libera formale. L’ostacolo principale resta la sostenibilità economica dell’operazione all’interno dei bilanci pubblici.
Il nodo coperture: entrate regionali per 7,5 miliardi di euro
La tassa automobilistica costituisce una fonte di finanziamento cruciale per gli enti territoriali. L’imposta garantisce alle Regioni un gettito complessivo stimato in circa 7,5 miliardi di euro all’anno.
Per azzerare il tributo a livello nazionale, il governo dovrà individuare risorse equivalenti capaci di compensare il mancato gettito per i bilanci locali. Al momento non è stata formalizzata alcuna misura sostitutiva di pari importo.
Le regole attuali e le agevolazioni già attive
Il confronto politico sulla cancellazione della tassa riapre il capitolo sulle regole oggi in vigore. Diverse categorie di veicoli beneficiano già di esenzioni parziali o temporanee dal versamento.
I veicoli esenti dal tributo
Il regime più diffuso riguarda i modelli a zero emissioni. Le auto interamente elettriche godono dell’esenzione dal bollo auto per i primi cinque anni a partire dalla data di immatricolazione.
Allo scadere dei cinque anni, la disciplina passa sotto la gestione delle singole Regioni, che applicano tariffe ridotte o ulteriori agevolazioni dedicate alle vetture ecologiche.

