Audi A2 e-tron
A venticinque anni dal debutto della prima generazione, Audi riporta sul mercato la A2 in una veste completamente rinnovata. La compatta tedesca si trasforma in un modello a zero emissioni battezzato A2 e-tron, confermando la vocazione originale per la massima efficienza aerodinamica e strutturale.
La progenitrice fu anticipata dal prototipo Al2 al Salone di Francoforte del 1997 e lanciata sul mercato nell’estate del 2000. Il telaio in alluminio Audi Space Frame consentiva alla storica variante turbodiesel 1.2 TDI di consumare appena 3 litri ogni 100 chilometri, ma i costi di produzione elevati e una linea da monovolume fuori dagli schemi portarono alla fine della produzione nel 2005.
Dalla scocca in alluminio alla cura per l’aerodinamica
La nuova architettura abbandona i motori termici per adottare propulsori elettrici dedicati, mantenendo una sagoma a uovo ottimizzata per fendere l’aria. Il profilo streamline presenta un tetto concavo spiovente verso la coda e un coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx) pari a 0,24, valore di riferimento per il segmento compatto.
La gestione dei flussi è supportata da feritoie air curtain sui passaruota anteriori e dai riduttori wheel gap reducer, ideati per azzerare i vortici tra gomma e carrozzeria. Il fondo scocca è interamente carenato e termina con un diffusore posteriore abbinato allo spoiler che divide in due sezioni il lunotto.
Dimensioni compatte e abitabilità da segmento superiore
La carrozzeria misura 4,32 metri di lunghezza, con maniglie a filo dotate di profilo alare e fari inseriti all’interno della calandra frontale scura. Il passo raggiunge i 2,77 metri, un valore equivalente a quello del Suv Q4 e-tron che garantisce ampio spazio per le gambe dei passeggeri posteriori.
Nella parte anteriore i comandi di marcia e tergicristalli sono stati raggruppati sul piantone dello sterzo per liberare il tunnel centrale. La plancia integra lo schermo della strumentazione Audi virtual cockpit da 11,9 pollici, il display centrale curvo da 12,8 pollici per l’infotainment e l’head-up display con realtà aumentata opzionale.
Modularità interna e ufficio mobile
La gestione del carico fa affidamento sul sistema Fidlock, basato su agganci magnetici e meccanici per fissare portaoggetti, cavi o cinghie nel baule e sui pannelli. Il vano bagagli offre un pianale regolabile in altezza con capienza variabile da 396 a 1.336 litri, arricchito dalla tecnologia vehicle-to-load per alimentare dispositivi elettrici esterni.
L’integrazione software include le applicazioni Microsoft Teams e Outlook gestibili con comandi vocali, trasformando l’abitacolo in una postazione di lavoro operativa anche durante le soste di ricarica.
Quattro potenze e consumi record di 12,8 kWh/100 km
Lo schema meccanico abbandona la trazione anteriore delle origini: il motore sincrono a magneti permanenti è montato al retrotreno. La gamma prevede quattro livelli di potenza: 170 CV (125 kW), 190 CV (140 kW), 231 CV (170 kW) e la variante di vertice da 326 CV (240 kW).
I tagli di batteria disponibili sono tre, configurati in base alla motorizzazione: 52 kWh per l’entry level, 61 kWh per il modello intermedio e 84 kWh per le versioni più prestazionali. L’autonomia tocca un massimo di 646 chilometri, con un consumo medio omologato di 12,8 kWh/100 km che rende la vettura il modello a batteria più parsimonioso mai prodotto da Audi.
I sistemi di ricarica rapida in corrente continua accettano potenze fino a 183 kW, gestite tramite il precondizionamento automatico dell’accumulatore integrato nel navigatore di bordo. Il telaio include ammortizzatori elettroidraulici a controllo elettronico, sterzo progressivo e ADAS predittivi dotati di machine learning per registrare e ripetere autonomamente le manovre di parcheggio abituali.
Le prime consegne nelle concessionarie italiane inizieranno a gennaio 2027, con un listino d’attacco fissato a 38.350 euro.


