Per anni un’invasione silenziosa ha devastato l’equilibrio biologico di un lembo di terra roccioso al largo delle coste del Cile. I ratti, introdotti involontariamente a bordo di imbarcazioni di passaggio, hanno trovato un ambiente del tutto privo di predatori naturali.
La proliferazione incontrollata dei roditori ha preso di mira soprattutto gli uccelli marini nidificanti, trasformando uova e pulcini in una fonte primaria di cibo per la specie alloctona.
L’isola oceanica teatro dell’intervento di bonifica ambientale
Il blitz aereo su 70 ettari di costa
Per arrestare il collasso della biodiversità, le autorità cilene hanno coordinato un piano di disinfestazione su vasta scala. L’area target è l’Isla Pájaro Uno, situata di fronte a Caleta Hornos, all’interno del comune di La Higuera nella regione di Coquimbo.
L’intervento, guidato dal Ministero dell’Ambiente cileno in partnership con l’organizzazione Island Conservation, ha visto l’impiego di elicotteri per disperdere tonnellate di esche rodenticide. I velivoli hanno tracciato traiettorie millimetriche guidate da coordinate GPS per saturare in modo omogeneo i circa 70 ettari dell’isola.
Dettaglio della costa rocciosa trattata con le operazioni coordinate da terra e cielo
La bonifica a terra tra anfratti e scogliere
La sola dispersione aerea non avrebbe garantito il successo dell’operazione. Squadre specializzate sono scese in campo per perlustrare a piedi le pareti verticali e le crepe più inaccessibili, distribuendo manualmente il prodotto per non lasciare superstiti.
Un singolo esemplare gravido o una coppia sopravvissuta avrebbe compromesso l’intero investimento, innescando una nuova ondata demografica nel giro di pochi mesi.
La conferma scientifica e il ritorno del petrello tuffatore
La dichiarazione di eradicazione ha richiesto ventiquattro mesi di osservazione e campagne di monitoraggio sul campo. Trascorso il biennio senza rilevare tracce di roditori, gli esperti hanno certificato l’avvenuta bonifica totale dell’isola.
L’assenza dei predatori ha sbloccato immediatamente i meccanismi riproduttivi delle specie autoctone. Tra queste spicca il petrello tuffatore peruviano (Pelecanoides garnotii), localmente noto come yunco, tornato stabilmente a nidificare tra le rocce libere dai ratti.



