Il giornalismo sardo perde uno dei suoi cronisti più radicati sul territorio. Si è spento ad Aggius all’età di 84 anni Tonio Biosa, storico corrispondente del quotidiano La Nuova Sardegna.
Per decenni la sua firma ha documentato giorno dopo giorno le vicende dell’Alta Gallura. Dai centri di Aggius e Tempio Pausania fino a Santa Teresa Gallura, località a cui era rimasto profondamente legato durante tutta la sua carriera.
Dalla laurea in Giurisprudenza alla macchina da scrivere
Biosa era laureato in Giurisprudenza. Dopo aver concluso gli studi universitari e aver affrontato una breve parentesi come docente nelle scuole, scelse di dedicarsi interamente alla scrittura.
Negli anni Settanta iniziò la collaborazione con La Nuova Sardegna, diventando rapidamente un punto di riferimento per l’informazione locale. Ha seguito per oltre quarant’anni la politica amministrativa, la cronaca giudiziaria, lo sport e la vita culturale dei paesi galluresi.
I libri e la documentazione del patrimonio locale
La curiosità giornalistica di Biosa si è tradotta spesso in ricerca storiografica ed etnoantropologica. Il cronista ha dedicato diverse pubblicazioni alla tutela della memoria del suo territorio.
Nel 2005 ha dato alle stampe il saggio Aggius. Un antico borgo di Gallura, seguito dal volume Bacco in Gallura. Curagghiu bibinnadori. La tradizione della vigna e del vino in Gallura, dedicato alla cultura enologica locale.
Il carnevale e le tradizioni popolari
Nel 2010 Biosa ha firmato insieme a Mario Pirrigheddu l’opera Sua maestà re Giorgio: lu Carrasciali Timpiesu, un volume interamente dedicato al celebre carnevale allegorico di Tempio Pausania.
Tra Tempio e Olbia aveva mantenuto una fitta rete di contatti e legami personali, in particolare con i colleghi universitari di Giurisprudenza che avevano poi intrapreso la professione forense. Tonio Biosa lascia la moglie e due figli.

