La strategia economica contro il calo delle nascite
Il Ministero dell’Economia mette al centro della prossima legge di bilancio il contrasto all’inverno demografico. Giancarlo Giorgetti ha confermato l’intenzione di inserire interventi mirati a sostenere la natalità, tra cui riemerge l’ipotesi di istituire un fondo pensione dedicato ai nuovi nati.
L’obiettivo dichiarato è invertire una tendenza che minaccia la tenuta dei conti pubblici e del sistema di welfare italiano. Con un indice di fecondità ai minimi storici, la spesa previdenziale rischia di diventare insostenibile nei prossimi decenni senza un ricambio generazionale adeguato.
Il meccanismo del fondo pensione fin dalla culla
L’idea al vaglio dei tecnici del Tesoro prevede l’apertura di una posizione previdenziale complementare intestata direttamente al neonato. Lo strumento permetterebbe di accumulare risorse a lungo termine sfruttando la capitalizzazione composta per oltre sessant’anni.
Il modello potrebbe prevedere un contributo statale iniziale o agevolazioni fiscali potenziate per i genitori e i familiari che decidono di versare quote nel piano di risparmio del minore.
Sostenibilità dei conti e previdenza complementare
Il nodo principale resta quello delle coperture finanziarie necessarie per sostenere la misura su larga scala. Con i vincoli di bilancio europei e la stretta sulle spese correnti, il governo dovrà calibrare attentamente l’ammontare degli incentivi pubblici da destinare a ciascuna nuova posizione.
L’iniziativa punta a integrare il pilastro pubblico dell’INPS, sempre più esposto all’invecchiamento progressivo della popolazione lavorativa, incentivando la cultura della previdenza integrativa fin dai primi giorni di vita.
Le priorità sul tavolo del governo
Oltre al dossier previdenziale per l’infanzia, l’esecutivo valuta ulteriori sgravi per i nuclei con figli e conferme sui sostegni al lavoro femminile. La definizione finale delle coperture determinerà il perimetro reale delle agevolazioni destinate alle famiglie nella manovra.

