A pochi giorni dalla scadenza fissata per l’11 settembre 2026, Poste Italiane ha impresso una svolta decisa alla propria offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Tim. La manovra, ufficializzata la sera del 7 settembre, ridefinisce l’operazione sia sul piano del corrispettivo finanziario sia su quello delle condizioni vincolanti.
La nuova struttura economica del rilancio
Il Consiglio di Amministrazione di Poste ha deliberato un incremento del corrispettivo attraverso un’integrazione monetaria di 0,30 euro per ciascun titolo Tim conferito. La quota in denaro sale così da 1,67 a 1,97 euro per azione, mentre la componente azionaria resta ferma a 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione.
Il rilancio ha validità retroattiva. Il nuovo corrispettivo verrà riconosciuto automaticamente anche a chi ha già depositato le proprie quote prima del 7 settembre, senza la necessità di ulteriori adempimenti burocratici.
L’operazione di offerta pubblica di acquisto e scambio tra Poste Italiane e Tim.
Ai corsi ufficiali delle azioni Poste rilevati il 4 settembre 2026, pari a 26,90 euro, la proposta esprime una valorizzazione monetaria implicita di circa 7,83 euro per azione Tim. Rispetto al prezzo delle azioni Tim registrato alla data di riferimento del 20 marzo 2026, la valutazione incorpora un premio implicito del 14,16%.
Cancellata la soglia del 66,67%: acquisti garantiti per tutti
La seconda mossa strategica riguarda la rinuncia formale alla cosiddetta Condizione Soglia, che vincolava l’efficacia del takeover al raggiungimento di almeno il 66,67% dei diritti di voto in assemblea Tim. Poste procederà all’acquisto di tutte le azioni portate in adesione, indipendentemente dalla percentuale totale raccolta al termine della procedura.
La scelta mira a superare la fase di stallo delle adesioni, che alla vigilia della modifica si attestavano al 6,15% del capitale, pari a poco più di 105 milioni di azioni. Restano invece confermate le altre clausole di efficacia stabilite nel documento d’offerta.
Sede del gruppo Poste Italiane, promotore del rilancio su Tim.
La mossa del management e il calendario delle scadenze
A rafforzare il percorso dell’operazione è arrivata la decisione dell’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, che insieme ai dirigenti con responsabilità strategiche ha apportato le proprie azioni personali all’offerta. Un passaggio gestionale che ha trasmesso un segnale diretto al mercato circa la sostenibilità industriale dell’integrazione.
L’attuale finestra di adesione scade alle ore 17:30 di venerdì 11 settembre 2026. Come conseguenza tecnica della rinuncia alla soglia minima, Poste aprirà comunque una seconda fase di raccolta compresa tra il 21 e il 25 settembre 2026.
I fattori di valutazione per gli azionisti
La decisione di conferire i titoli comporta la trasformazione di una parte consistente dell’investimento in azioni Poste Italiane, con l’incasso immediato della quota liquida. L’adesione esclude la possibilità di partecipare a un eventuale rally futuro di Tim trainato da dinamiche di riassetto o di risanamento autonomo delle telecomunicazioni europee.
Al contempo, mantenere le azioni espone i soci al rischio di illiquidità nel caso in cui Poste raggiunga il dichiarato obiettivo industriale del delisting di Tim da Piazza Affari, riducendo drasticamente gli scambi sul mercato secondario.



