Lorena Isceri era ancora viva prima del volo dal viadotto dell’A1: l’esito dell’autopsia

Lorena Isceri, vittima del femminicidio avvenuto lungo l'autostrada A1
Gli accertamenti medico-legali hanno ricostruito gli ultimi istanti di vita di Lorena Isceri.

Lorena Isceri respirava ed era cosciente quando è stata scaraventata giù dal viadotto dell’Autostrada del Sole. È il drammatico responso dei primi accertamenti medico-legali condotti sul corpo della 34enne originaria di Squinzano, uccisa il 4 settembre a Barberino del Mugello.

L’esame autoptico, disposto dalla Procura di Firenze, fuga ogni dubbio sulle cause immediate del decesso. Lorena non è stata soffocata o uccisa prima della caduta: la morte è sopraggiunta unicamente a causa del violentissimo impatto al suolo dopo un volo nel vuoto di decine di metri.

Questo elemento aggrava la posizione giudiziaria dell’ex compagno, Federico Vella, attualmente indagato per il delitto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe prima rinchiuso la donna nel bagagliaio della propria automobile e poi guidato fino al ponte dell’A1 per compiere il gesto fatale.

Gli accertamenti medico-legali e le perizie della Procura

Gli approfondimenti affidati al medico legale Beatrice Defraia proseguiranno nelle prossime settimane per completare la perizia definitiva. I rilievi dovranno chiarire l’origine esatta di ogni ecchimosi presente sul corpo, stabilendo se i segni siano legati all’impatto o se derivino da una precedente immobilizzazione forzata.

I magistrati fiorentini hanno disposto accertamenti tossicologici sul sangue di Federico Vella per appurare se fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o farmaci, oppure pienamente lucido durante l’aggressione.

Parallelamente, i periti informatici stanno eseguendo la copia forense dei telefoni cellulari sequestrati. L’analisi di chat, messaggi e tabulati telefonici servirà a ricostruire le dinamiche della relazione nelle settimane che hanno preceduto il delitto.

Lorena Isceri era ancora viva prima del volo dal viadotto dell’A1: l’esito dell’autopsia

Le contestazioni a carico di Federico Vella

Il fascicolo giudiziario aperto dai magistrati ipotizza formalmente il reato di sequestro di persona finalizzato all’omicidio, con l’aggravante della premeditazione.

La sequenza dei fatti, dall’isolamento della vittima all’interno del vano bagagli fino alla sosta programmata lungo la carreggiata autostradale, viene inquadrata dagli inquirenti come un’azione studiata in anticipo.

Il monito del padre Franco: “Denunciate subito”

Dalla comunità salentina di Squinzano si è levata la voce di Franco Isceri, padre della vittima, intervenuto pubblicamente per esortare chiunque si trovi in relazioni tossiche a cercare tutela immediata. L’uomo ha ricordato i tentativi inutili di convincere la figlia a rivolgersi alle forze dell’ordine.

“Non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. La prima cosa da fare è denunciare”, ha dichiarato il genitore. “Un pochettino di paura l’avevo, altrimenti non sarei stato sempre a dirle ‘denunciamolo’. Lei era una ragazza buona, non lo voleva rovinare. Non ci ha dato tempo quel mascalzone”.

Terminate le ultime procedure di rito disposte dall’autorità giudiziaria fiorentina, la salma di Lorena Isceri sarà restituita ai familiari per consentire lo svolgimento delle esequie a Squinzano.

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