La separazione tra la Fiorentina e Fabio Grosso rischia di finire direttamente nelle aule di un tribunale del lavoro. A poche settimane dall’avvio del progetto tecnico affidato all’ex allenatore del Sassuolo dal direttore sportivo Fabio Paratici, il rapporto si è interrotto con un muro contro muro senza precedenti.
La dirigenza viola sta infatti valutando un’azione disciplinare nei confronti del tecnico. La mossa legale si fonda su precise contestazioni che vanno oltre i deludenti riscontri sul campo.
Le contestazioni del club: violazioni e obblighi non rispettati
Secondo la ricostruzione della società toscana, alla base dell’azione legale vi sarebbe una lista precisa di addebiti formali notificati a Grosso. Il club fa riferimento a precise inadempienze degli obblighi contrattuali e al mancato rispetto del regolamento interno.
A pesare è anche la presunta e reiterata volontà di abbandonare l’incarico, espressa dall’allenatore in più occasioni. Il progetto di ricostruzione tecnica inaugurato meno di tre mesi fa è andato sgretolandosi di fronte a divergenze insanabili.
Tra i motivi di attrito che hanno scavato il solco tra il mister e Paratici figurano visioni opposte sul mercato e la gestione del caso Kean, nodi che hanno progressivamente logorato la convivenza quotidiana.
Il retroscena al Viola Park dopo il Torino
Il punto di non ritorno è arrivato a margine della sfida contro il Torino. Già prima del match, Grosso aveva sollecitato un confronto urgente con il direttore sportivo per chiarire i nodi operativi rimasti irrisolti.
Dopo il fischio finale e le consuete interviste post-partita, il colloquio tra i due ha raggiunto toni definitivi. «Se mi vuoi bene, mandami via», avrebbe dichiarato Grosso al dirigente viola.
A nulla sono valsi i tentativi di Paratici di ricompattare l’ambiente, identici a quelli già spesi dopo i pesanti stop rimediati contro Roma e Frosinone. La società sostiene inoltre che Grosso avesse annunciato l’intenzione di non presentarsi alla ripresa degli allenamenti al Viola Park, a prescindere da qualsiasi presa di posizione societaria.
La difesa dell’allenatore e i precedenti a Firenze
Grosso ha respinto totalmente la tesi della resa o dell’abbandono volontario della panchina, rimandando a quanto affermato pubblicamente in sala stampa: «Non ho mai pensato alle dimissioni perché certe decisioni spettano a chi sta sopra di me».
Dichiarazioni che aprono la strada a un contenzioso giudiziario nel quale spetterà ai magistrati determinare le responsabilità e l’eventuale legittimità della rescissione per giusta causa.
Per la Fiorentina si tratta del terzo divorzio altamente conflittuale in panchina nel recente passato, dopo la rottura lampo con Gennaro Gattuso e la complessa separazione con Raffaele Palladino, poi chiusa attraverso un patto di riservatezza.

