La tensione militare in Medio Oriente ha raggiunto un punto critico nella notte, trasformandosi in uno scontro a tutto campo tra le forze armate statunitensi e l’Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato la distruzione di cinque petroliere iraniane operative nel Golfo di Oman e nei pressi dell’isola di Kharg.
L’azione americana giunge in risposta a ripetuti lanci di missili balistici da parte dei Pasdaran contro una nave da guerra della US Navy, che è riuscita a neutralizzare le minacce senza riportare danni né feriti a bordo. Gli equipaggi delle navi cisterna sono stati intimati ad abbandonare i vascelli prima del bombardamento.
Raid nel Golfo: il Centcom affonda cinque navi cisterna di Teheran
Le imbarcazioni messe fuori uso dalle forze aeree e navali di Washington sono le petroliere M/T Kaviz, M/T Charminar, M/T Horizon 1 e M/T Riesco nel Golfo di Oman, insieme alla M/T Derya colpita vicino a Kharg. Secondo il Pentagono, queste navi facevano parte di una rete occulta multimiliardaria gestita dai Pasdaran per finanziare le proprie milizie regionali.
Petroliere
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha formalizzato un perentorio monito strategico: ogni volta che Teheran bersaglierà unità della Marina statunitense, subirà l’eliminazione sistematica delle proprie risorse navali e commerciali.
Il bilancio settimanale e le minacce ai porti alleati
Con l’operazione odierna sale a dieci il totale delle petroliere iraniane neutralizzate dalle forze armate americane nel corso degli ultimi sette giorni. Già il 5 settembre tre imbarcazioni erano state affondate dal Centcom dopo tentativi falliti dell’Iran di colpire una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili.
La replica dei Guardiani della Rivoluzione Islamica si è allargata alle nazioni limitrofe. I vertici militari di Teheran hanno minacciato raid mirati contro le navi cisterna ormeggiate nei porti di Bahrein e Kuwait, intimando alle maestranze di evacuare immediatamente le strutture portuali considerate complici delle manovre statunitensi.
La pioggia di missili sulla Giordania e la base di Al-Azraq
Sul fronte terrestre e aereo, la rappresaglia iraniana si è concentrata contro il territorio giordano con il lancio massiccio di missili balistici da Isfahan, Yazd, Khomein, Tabriz, Khorramabad e Shahrekord. I Pasdaran hanno dichiarato di aver colpito la base aerea americana di Al-Azraq attraverso un’operazione punitiva condotta a ondate successive.
L’esercito della Giordania ha reso noto che i propri sistemi di difesa antiaerea hanno tracciato 20 vettori balistici in arrivo, intercettandone e distruggendone 18 in volo. I restanti due ordigni sono precipitati in aree desertiche e disabitate senza provocare vittime dirette.
Fonti della difesa statunitense rilanciate da Fox News hanno inoltre segnalato l’impiego di munizioni a grappolo da parte di Teheran durante l’attacco contro il suolo giordano. Altri missili balistici diretti verso il confine sono stati avvistati e intercettati sopra la città di Irbid lungo la frontiera siriana.
Scoppia il caso d’intelligence: l’avvertimento a Netanyahu sul 7 ottobre
Parallelamente agli scontri armati, una pesante crisi politica scuote il vertice israeliano in merito ai fatti del 7 ottobre 2023. Un’inchiesta giornalistica diffusa dal quotidiano Haaretz e confermata a The Times of Israel da una fonte degli Emirati Arabi Uniti sostiene che Benjamin Netanyahu fu personalmente allertato dell’imminenza dell’attacco dieci giorni prima che venisse sferrato.
L’avvertimento sarebbe stato recapitato direttamente dal presidente emiratino Mohammed bin Zayed durante un colloquio telefonico. L’ufficio del primo ministro israeliano ha respinto con forza le accuse, etichettando la ricostruzione come una menzogna priva di fondamento e ribadendo l’assenza di qualsiasi comunicazione diretta in quel frangente temporale.
I leader dell’opposizione parlamentare israeliana hanno annunciato la richiesta formale di un’indagine giudiziaria immediata e approfondita per accertare la catena di comando e le eventuali omissioni dei vertici governativi.


