Usa, stop di Kavanaugh alla mappa del Missouri: la Corte Suprema non salva il piano repubblicano

Usa, stop di Kavanaugh alla mappa del Missouri: la Corte Suprema non salva il piano repubblicano
Usa, stop di Kavanaugh alla mappa del Missouri: la Corte Suprema non salva il piano repubblicano

Il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Brett M. Kavanaugh ha respinto la richiesta d’urgenza presentata dai funzionari del Missouri, che intendevano impiegare per il voto di metà mandato una mappa elettorale ridisegnata a favore dei repubblicani.

Kavanaugh ha agito in autonomia in qualità di supervisore delle istanze straordinarie provenienti dallo Stato, senza sottoporre la questione al plenum dei nove giudici. In linea con la prassi dei provvedimenti cautelari urgenti, il magistrato non ha depositato alcuna motivazione formale a corredo del rifiuto.


La Corte Suprema degli Stati Uniti a Washington.

Lo scontro sul distretto conteso di Kansas City

Il provvedimento federale lascia intatta la decisione assunta all’unanimità dalla Corte Suprema del Missouri. La corte statale ha stabilito che i cittadini devono prima esprimersi sui nuovi confini dei distretti attraverso un referendum su scala statale.

Il ridisegno dei collegi mirava a consentire al Partito Repubblicano di strappare ai Democratici un seggio parlamentare strategico nell’area urbana di Kansas City. Al momento il Grand Old Party detiene sei degli otto seggi congressuali assegnati allo Stato.

I giudici del Missouri avevano vietato l’utilizzo del tracciato per le legislative autunnali, omettendo tuttavia di specificare con quale configurazione territoriale debbano svolgersi le consultazioni generali.

Ann E. Marimow
Ann E. Marimow

La scadenza dell’8 settembre e il precedente delle primarie

La procuratrice generale del Missouri, la repubblicana Catherine Hanaway, aveva invocato una procedura accelerata di fronte alla Corte Suprema di Washington. Il calendario elettorale statale fissa infatti all’8 settembre il termine ultimo per la modifica delle schede di voto.

L’istanza dell’accusa poggiava sul fatto che oltre 1,2 milioni di residenti avevano già espresso la propria preferenza nelle primarie di agosto utilizzando la mappa contestata. La decisione di Kavanaugh sancisce l’assenza di un conflitto di diritto federale tale da giustificare una revisione della giurisprudenza interna dello Stato.

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