La sfida tra Carlos Alcaraz e Ben Shelton agli US Open si è trasformata in un caso emblematico per il circuito professionistico. Il match, terminato alle 3:33 del mattino dopo cinque set e 4 ore e mezza di battaglia, ha segnato il record per la conclusione più tarda nella storia dello Slam newyorkese, superando il precedente primato stabilito nel 2022 dalla sfida tra lo stesso Alcaraz e Jannik Sinner.
Alcaraz, reduce da quattro mesi di stop per infortunio, è sceso in campo con il rivale statunitense solo dopo le 23 locali a causa del prolungarsi degli incontri precedenti, Tiafoe-Michelsen e Pegula-Navarro. L’intensità estrema ha portato a momenti critici sul piano fisico, con nausee, passaggi a vuoto e malesseri evidenti durante lo scambio.
La logica dei diritti TV contro la salute degli atleti
La decisione di non spostare la partita su un altro campo o rinviarla alla sessione diurna successiva risponde a precisi vincoli economici. Le sessioni notturne sull’Arthur Ashe Stadium garantiscono il picco di ascolti per i contratti televisivi statunitensi, in particolare con emittenti come ESPN, oltre a generare ricavi maggiori con il prezzo maggiorato dei tagliandi serali.
Gli organizzatori difendono la collocazione oraria per intercettare lo stile di vita del pubblico metropolitano e massimizzare gli introiti della prima serata televisiva. Il risultato pratico, tuttavia, si traduce in spalti progressivamente svuotati dopo la mezzanotte e condizioni di recupero biologico compromesse per i protagonisti.
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Un’emergenza fisica che coinvolge l’intero circuito
Il caso Alcaraz-Shelton si inserisce in una sequenza allarmante di ritiri e problemi fisici riscontrati in tutto il tabellone internazionale. Tennisti come Holger Rune, Jack Draper, Novak Djokovic, Arthur Atmane e Lorenzo Musetti hanno manifestato crolli dovuti a picchi di umidità, caldo opprimente e accumulo di stanchezza cronica.
- Partite concluse oltre le 3 del mattino con alterazione dei ritmi circadiani.
- Obblighi di classifica e sanzioni per chi salta i tornei Masters 1000 e 500.
- Spedizioni continue e trasferte intercontinentali senza pause adeguate.
Le scelte dei campioni: forfait, soste e polemiche
Le reazioni tra i vertici della classifica si fanno sempre più nette di fronte a un’annata senza soste. Jannik Sinner ha già adottato strategie di programmazione mirate rinunciando ad appuntamenti ufficiali per due edizioni consecutive, mentre Alcaraz ha confermato l’intenzione di tagliare drasticamente la presenza nei tornei minori per concentrarsi solo sulle prove di maggior peso.
La partecipazione a esibizioni ricche di montepremi come il Six Kings Slam viene spesso utilizzata come contrappunto polemico dai vertici organizzativi. Resta però sostanziale la differenza tra eventi privi di pressione agonistica e match ufficiali al meglio dei cinque set disputati a ridosso dell’alba.

