US Open record: 15 ore di battaglia e caduta di Alcaraz alle 3:33 del mattino

US Open record: 15 ore di battaglia e caduta di Alcaraz alle 3:33 del mattino
US Open record: 15 ore di battaglia e caduta di Alcaraz alle 3:33 del mattino

L’US Open ha registrato la chiusura più tarda della propria storia con una maratona complessiva di quindici ore, iniziata alle 11:30 del mattino di martedì e terminata alle 3:33 di mercoledì. Sul cemento dell’Arthur Ashe Stadium, Ben Shelton ha superato Carlos Alcaraz al termine di una battaglia durata 4 ore e 28 minuti.

La sessione serale ha accumulato ritardi pesanti a causa della durata degli incontri precedenti. La sfida tra Frances Tiafoe e Alex Michelsen si è prolungata per 4 ore e 39 minuti, con Tiafoe capace di rimontare due set di svantaggio e di recuperare dall’1-3 nel quinto set prima di imporsi al tiebreak finale.

Una giornata di maratone al quinto set

Il programma dell’intero martedì newyorkese ha rievocato i ritmi del celebre Super Saturday del 1984. Oltre ai confronti maschili, anche la sfida femminile tra Aryna Sabalenka e Linda Noskova si è risolta al set decisivo, così come il derby statunitense tra Navarro e Pegula.

Sul campo 11 il tennis italiano è stato protagonista con Simone Bolelli e Andrea Vavassori. Gli azzurri hanno superato la coppia formata da Austin Krajicek e Nikola Mektic, entrambi ex numeri uno del mondo di specialità, completando una rimonta culminata nel supertiebreak finale.

Shelton piega Alcaraz al termine di 4 ore e 28 minuti

Alcaraz si presentava all’incontro dopo uno stop agonistico di quattro mesi e mezzo. Fino a questo match, il murciano aveva perso soltanto una partita al quinto set nella sua carriera Slam, contro Matteo Berrettini agli Australian Open del 2022.

Il match ha vissuto fasi estreme: Shelton ha mancato due set point nel tiebreak del primo parziale prima di cederlo, per poi dominare la fase centrale del match approfittando di un passaggio a vuoto di Alcaraz, rimasto a secco per nove game consecutivi con quattro break subiti tra secondo e terzo set.

Nonostante gli oltre 50 errori gratuiti registrati dalle statistiche, il quinto set ha visto colpi spettacolari da fondo campo e recuperi difensivi ad alta velocità. Nel tiebreak decisivo Alcaraz ha fallito tre dritti, mentre Shelton ha sigillato il punteggio con un ace sul 9-7 prima di chiudere la contesa.

Gli equilibri del tabellone verso la finale

Shelton sfidava una statistica pesante: in carriera aveva perso 17 incontri su 18 contro avversari di prima fascia, incluse nove sconfitte contro Jannik Sinner e cinque contro Alexander Zverev. Il successo contro Alcaraz lo proietta ora in semifinale da favorito contro Tiafoe, battuto tre volte su quattro nei precedenti confronti diretti.

Gli Stati Uniti hanno così la certezza matematica di schierare un finalista nel torneo di casa, evento che alimenta le speranze di interrompere un digiuno nei tornei del Grande Slam maschile che dura da 23 anni, quando Andy Roddick vinse proprio a New York.

Nella parte alta del tabellone, i quarti di finale vedono Alexander Zverev opposto a Botic van de Zandschulp, mentre Karen Khachanov affronta il belga Alexander Blockx.

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