Un malore improvviso ha stroncato questa mattina Roberto Santini, 63 anni, titolare dello storico stabilimento balneare Bagno Piero di Forte dei Marmi.
La sua scomparsa priva la Versilia di una delle figure imprenditoriali più note e rappresentative della costa toscana. La famiglia Santini costituisce da quasi un secolo un punto di riferimento insostituibile per l’economia e l’ospitalità locale.
Una dinastia balneare nata nel 1933
Le radici dello stabilimento risalgono al 1933, quando i nonni di Roberto, Sebastiano e Siria Santini, avviarono l’attività sulla spiaggia fortemarmina.
Nel corso dei decenni, il Bagno Piero ha costruito un modello fondato su riservatezza, accoglienza e un solido legame territoriale, trasformandosi in una delle mete di punta del turismo balneare internazionale.
Tra le cabine e le tende dello stabilimento sono passati volti di spicco del mondo dello sport, dell’imprenditoria e dello spettacolo, tra cui l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti.
L’impegno nel dibattito sulle concessioni demaniali
Santini non era soltanto un operatore turistico, ma un profondo conoscitore della storia balneare italiana e delle sue dinamiche evolutive.
La difesa del modello italiano
Negli ultimi anni, durante le complesse discussioni sul futuro delle concessioni balneari, aveva difeso con fermezza la specificità del sistema turistico nostrano.
La sua linea sottolineava la necessità di tutelare l’identità dell’impresa familiare radicata nel territorio, conciliando la tradizione con le esigenze di rinnovamento del settore.
Il cordoglio delle istituzioni locali
La notizia ha destato profonda commozione in tutta la comunità versiliese. Il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, ha espresso il cordoglio dell’amministrazione cittadina.
“Forte dei Marmi perde una persona che apparteneva alla sua storia e alla sua identità”, ha dichiarato il primo cittadino Murzi. “Roberto non rappresentava soltanto una delle famiglie storiche della nostra balneazione: era un volto del paese, profondamente legato alle sue tradizioni e a quel modo autentico e discreto di vivere il Forte che dobbiamo continuare a custodire”.

