World Trade Center, 25 anni dopo l’11 settembre parte l’ultimo grattacielo: 374 metri e la svolta con Mamdani

World Trade Center, 25 anni dopo l'11 settembre parte l'ultimo grattacielo: 374 metri e la svolta con Mamdani
World Trade Center, 25 anni dopo l'11 settembre parte l'ultimo grattacielo: 374 metri e la svolta con Mamdani

Al World Trade Center i palchi e le sedie accolgono la lettura dei nomi delle 2.983 vittime dell’11 settembre. A venticinque anni dagli attentati, i familiari e i visitatori trovano un distretto finanziario che continua a trasformarsi.

Per raggiungere le due vasche commemorative che occupano l’impronta delle Torri Gemelle, il percorso costeggia i murales di un cantiere appena aperto. Si tratta dei lavori per il 2 WTC, l’edificio destinato a completare la ricostruzione dell’area entro il 2031.

Il cantiere del 2 WTC e la nuova architettura di Manhattan

Progettata dallo studio Foster+Partners, la nuova torre raggiungerà un’altezza di 374 metri. Sorgerà accanto alla Freedom Tower, che tocca i 541 metri con l’antenna e circa 415 metri al tetto, riprendendo la quota delle strutture originarie.

Il complesso attuale segue una disposizione differente rispetto a quella cancellata nel 2001, frutto del piano originario impostato da Daniel Libeskind. Il nuovo 2 WTC ospiterà il quartier generale di American Express e affiancherà l’Oculus, l’hub di trasporto disegnato da Santiago Calatrava.

Negli ultimi anni il profilo urbano di Manhattan ha accolto altri colossi: la sede di JP Morgan Chase su Park Avenue da 423 metri, la Steinway Tower a ridosso di Central Park, il One Vanderbilt accanto al Chrysler Building e l’intero distretto di Hudson Yards.

Il ricordo delle vittime resta diffuso anche fuori da Lower Manhattan. A Bryant Park, nel centro di Midtown, la commemorazione include 2.753 sedie allineate sul prato per rappresentare ciascuna delle vite spezzate nel World Trade Center.

La prima commemorazione guidata dal sindaco Zohran Mamdani

Sul palco della cerimonia presiede per la prima volta un sindaco musulmano, il socialista Zohran Mamdani, in carica da nove mesi. Nel 2001 Mamdani aveva nove anni ed è cresciuto a New York nel pieno delle tensioni post attentati.

Un sondaggio della Siena University di agosto gli attribuisce un indice di gradimento cittadino pari al 69 per cento. Al suo fianco presenzia il vicepresidente J. D. Vance, mentre Donald Trump ha scelto di recarsi al Pentagono dopo il rifiuto di una deroga alla regola che da quindici anni proibisce discorsi politici a Ground Zero.

La presenza di Mamdani ha innescato attacchi da parte dell’ex sindaco ed ex procuratore Rudy Giuliani, che ha contestato duramente la sua partecipazione alle commemorazioni. Il primo cittadino ha replicato rivendicando la propria esperienza generazionale e confermando il programma istituzionale.

Sicurezza, indicatori economici e il boom turistico

La gestione urbana fa registrare un calo significativo della criminalità. Nel 2025 le sparatorie si sono fermate a quota 688, minimo storico con una flessione del 24 per cento, mentre nel primo semestre del 2026 i reati complessivi sono scesi di un ulteriore 5,8 per cento con omicidi ai minimi.

I flussi turistici confermano la ripresa: lo scorso anno i visitatori sono stati 65 milioni, pari al 98 per cento dei livelli registrati prima del 2019, con previsioni di superamento dei record pre-pandemia per l’anno in corso.

Restano aperte le sfide sulle disuguaglianze economiche in una città in cui la ricchezza è concentrata nelle mani dello 0,1 per cento della popolazione. Il piano per rendere gratuiti gli asili nido richiede sei miliardi di dollari all’anno e vede trattative complesse con la governatrice dello Stato, Kathy Hochul.

I progetti di pedonalizzazione e le corsie ciclabili si affiancano a spazi come la High Line, il Whitney Museum e Little Island sul West Side. Al centro della città in espansione, il memoriale del World Trade Center rimane il sito più visitato di New York.

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