Porsche e Rimac condividono un assetto industriale strategico
Il gruppo Volkswagen ha ufficializzato l’uscita definitiva da Bugatti attraverso il completamento della cessione delle quote in Bugatti Rimac. L’operazione finanziaria, dal valore di 1 miliardo di euro, ha già ottenuto il via libera formale da parte delle autorità antitrust competenti.
La mossa sancisce l’arretramento di Porsche dalla gestione operativa diretta, lasciando il pieno controllo strategico e industriale alla società croata guidata da Mate Rimac. Si chiude così un’era durata quasi trent’anni sotto l’egida di Wolfsburg.
L’era di Ferdinand Piëch e la rinascita di Molsheim
L’ingresso di Bugatti nell’orbita tedesca risale al 1998 per volere diretto di Ferdinand Piëch, all’epoca alla guida del gruppo Volkswagen. Insieme alle acquisizioni contemporanee di Lamborghini e Bentley, il piano puntava a stabilire un’egemonia tecnologica assoluta nel segmento delle altissime prestazioni.
Il manifesto di questa visione fu la Veyron, hypercar da 1.000 cavalli che ridefinì i parametri ingegneristici dell’epoca e l’identità moderna dello stabilimento di Molsheim. Alla scomparsa di Piëch nel 2019, la dirigenza riconobbe pubblicamente che il marchio non sarebbe sopravvissuto senza la sua determinazione strategica.
Il passaggio di consegne e la joint venture del 2021
Nel 2021 la struttura proprietaria era stata riconfigurata attraverso la nascita della joint venture Bugatti Rimac, ripartita originariamente con il 55% delle quote al Gruppo Rimac e il 45% a Porsche. L’alleanza mirava a combinare i motori termici tradizionali con l’architettura elettrica ad alto voltaggio sviluppata in Croazia.
Da questo accordo sono nati progetti di rilievo industriale come la Mistral e la recente Tourbillon, dotata di un propulsore V16 aspirato integrato a un powertrain ibrido di nuova concezione.
La guida di Mate Rimac e la saturazione degli ordini al 2029
Con il disimpegno di Porsche, Mate Rimac assume il ruolo di presidente di Bugatti Automobiles, mantenendo la carica di amministratore delegato del gruppo Bugatti Rimac affiancato da nuovi investitori finanziari.
Sul piano commerciale, il costruttore ha già confermato che l’intera capacità produttiva risulta completamente esaurita fino al 2029. La pianificazione industriale dei prossimi anni procederà in totale autonomia gestionale rispetto alle strategie del colosso tedesco.


