Durante i test di collaudo sulle strade della Sierra Nevada, in Spagna, una Volkswagen Polo ha tamponato una Bugatti Tourbillon del valore di circa 3,8 milioni di euro. L’incredibile sinistro è stato registrato da testimoni presenti sul posto ed è subito rimbalzato online.
La casa automobilistica francese stava conducendo prove ad alte temperature per verificare la tenuta meccanica e termica dell’hypercar in condizioni climatiche critiche. La sessione di sviluppo è stata interrotta dal violento contatto con l’utilitaria tedesca.
La dinamica dell’impatto tra i cantieri stradali
La sequenza dell’incidente mostra una Kia XCeed bianca arrestarsi bruscamente a causa di un semaforo provvisorio posto a guardia di alcuni lavori in corso. Dietro la vettura coreana procedeva la Tourbillon, seguita a distanza ravvicinata dalla Polo.
Mentre la Bugatti è riuscita a fermarsi in tempo utile senza impattare l’auto che la precedeva, il guidatore dell’utilitaria ha frenato in ritardo. La vettura tedesca è scivolata contro il posteriore dell’hypercar da milioni di euro, provocando evidenti danni alle componenti esterne.
Abisso economico tra utilitaria e hypercar
Il dislivello economico tra i due veicoli evidenzia l’eccezionalità del danno. Il valore di mercato della Volkswagen Polo si aggira sui 20.000 euro, una frazione irrisoria rispetto ai 3,8 milioni di euro necessari per acquistare la Bugatti Tourbillon.
I pezzi di ricambio originali del marchio transalpino hanno costi talmente elevati da superare agevolmente il valore complessivo dell’utilitaria. La fattura per la sola sostituzione degli elementi in composito e dei pannelli posteriori rischia di rivelarsi proibitiva per l’assicurazione.
Disparità negli spazi d’arresto tra freni carboceramici e acciaio
L’incidente riflette anche le profonde differenze tecniche esistenti tra le due auto. La Bugatti Tourbillon sfrutta mastodontici freni carboceramici e pneumatici ad altissime prestazioni studiati per decelerazioni repentine su pista e strada.
La Polo dispone invece di un impianto con dischi in acciaio e battistrada di misura tradizionale, che richiedono spazi di frenata decisamente più ampi. A causa della ridotta distanza di sicurezza mantenuta dal conducente dell’utilitaria, l’impatto sul retrotreno è risultato inevitabile.
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