Il distretto tessile cinese di Keqiao, riconosciuto a livello internazionale come la capitale globale del tessile, torna nel capoluogo lombardo per la Milano Fashion Week. L’appuntamento segna la terza edizione del suo Collective Runway Show, consolidando la presenza della manifattura asiatica nel calendario ufficiale della moda europea.
Situato nella provincia orientale dello Zhejiang, Keqiao costituisce una filiera produttiva integrata che copre l’intero ciclo industriale: dalla sintesi delle fibre alla filatura, fino a tintura, stampa, design ed esportazione. Il polo rappresenta il principale hub di distribuzione di tessuti e filati dell’Asia, favorito da un collegamento logistico diretto con Shanghai.
L’avanguardia tessile asiatica nel Tortona Fashion District
La presenza del distretto si concentra dal 24 al 27 settembre 2026 all’interno di White Milano, nel cuore del Tortona Fashion District. L’operazione mette a confronto due sistemi industriali storicamente fondati sul tessile: l’eccellenza artigianale e sartoriale del Made in Italy e la capacità produttiva su larga scala della Cina, sempre più orientata a ricerca e innovazione stilistica.
La lounge del salone accoglie una delegazione di 15 designer selezionati direttamente con il gruppo Keqiao. Brenda Bellei, CEO di White, ha confermato che l’area espositiva è interamente riservata a questi creativi, unici rappresentanti della Cina presenti in questa edizione della manifestazione fieristica.
I quattro nomi di punta per la Primavera-Estate 2027
Tra i 15 espositori spiccano quattro firme della nuova generazione asiatica, pronte a mostrare in anteprima le collezioni Primavera-Estate 2027: Gu Yuandai, Liu Hongchao, Sancailiyi e Sayaanno.
I brand presentano ricerche estetiche focalizzate sul contrasto tra tecniche manuali e produzione industriale, integrando concetti legati al rapporto tra corpo umano e ambiente naturale.
L’accordo bilaterale Italia-Cina e la leadership nelle fibre
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Piano d’Azione Italia-Cina 2024-2027, che individua nel comparto fashion uno dei canali primari di cooperazione bilaterale per stimolare l’interscambio e supportare la penetrazione del Made in Italy nel mercato cinese.
Come precisato da Mario Boselli, presidente dell’associazione Italia Cina, il distretto detiene quote dominanti a livello globale nella produzione di fibre sintetiche man-made. L’obiettivo dell’intesa consiste nella valorizzazione commerciale dei tessuti di Keqiao, affiancata dal lancio estero dei giovani stilisti emergenti.
I numeri del colosso: 70mila imprese e 34 miliardi di PIL
L’impatto economico del distretto poggia su parametri industriali di rilievo. Nel 2025 Keqiao ha registrato un Prodotto Interno Lordo di 240 miliardi di renminbi, equivalenti a circa 34 miliardi di euro, con un PIL pro capite attestato sui 30.000 dollari.
Il territorio comprende più di 70.000 aziende attive, tra cui 19 società quotate sui mercati azionari. Sul fronte commerciale, il valore dell’interscambio import-export ha superato i 25,9 miliardi di dollari (circa 22,7 miliardi di euro), mantenendo una traiettoria positiva confermata dai dati del primo semestre 2026.

