L’inchiesta giudiziaria sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci registra un passaggio decisivo a piazzale Clodio. Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, è stata ascoltata come persona informata sui fatti dopo aver chiesto spontaneamente un colloquio con i magistrati capitolini.
Il faccia a faccia di 6 ore con i magistrati di Roma
L’audizione è andata avanti per oltre 6 ore consecutive negli uffici della Procura di Roma. A raccogliere le dichiarazioni è stato il pubblico ministero Edoardo De Santis, affiancato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati.
La testimone, titolare del bistrot Cefalù situato nel quartiere Monteverde, condivideva con l’ex editore dell’Avanti progetti professionali e legami societari. Come riferito dalla stessa donna, sul tavolo degli inquirenti sono finiti dettagli operativi che l’ex compagno non aveva mai verbalizzato.
I retroscena sui telefoni e le pressioni su Report
Al centro del verbale ci sono i contatti diretti con il conduttore televisivo e i dati non più rintracciabili sui dispositivi elettronici. Gli investigatori cercano conferme dopo aver riscontrato numerose conversazioni cancellate dall’iPhone sequestrato all’indagato.
Le inchieste televisive e i capitali all’estero
L’obiettivo prioritario del pm è verificare se Lavitola disponesse del potere di condizionare la messa in onda delle inchieste di Report. Le risposte fornite da Potenza servono a chiarire l’esatta natura dei rapporti tra il faccendiere e la trasmissione televisiva.
Il confronto con i militari dell’Arma ha inoltre passato al setaccio i flussi dell’attività finanziaria dell’imprenditore fuori dai confini nazionali. Le verifiche patrimoniali si concentrano in particolare sugli asset e sulle iniziative commerciali avviate tra Brasile, Argentina e Africa.

