Un’aggressione 118 al centro commerciale Città Fiera di Udine ha portato al ferimento di un autista soccorritore, morso da una minorenne, e di un’infermiera colpita con violenti calci all’addome all’interno dell’ambulanza. L’episodio, denunciato pubblicamente dal sindacato UIL FP del Friuli Venezia Giulia, si è concluso con l’intervento urgente di un medico per sedare la giovane paziente e con il rientro degli stessi sanitari al Pronto Soccorso nelle vesti di feriti.
I soccorritori erano stati inviati sul posto per prestare assistenza a una ragazza che versava in un palese stato di forte alterazione. Una volta salita a bordo del mezzo di soccorso, la situazione è rapidamente precipitata quando la giovane ha dato in escandescenza, scagliandosi contro il personale in servizio.
Cosa è successo a bordo dell’ambulanza al Città Fiera?
La dinamica dell’evento evidenzia l’estrema vulnerabilità a cui sono esposti gli operatori di emergenza durante i turni quotidiani sul territorio friulano. Durante le prime fasi dell’assistenza sanitaria all’interno del vano sanitario, i tentativi di contenimento e supporto clinico sono stati interrotti dalla reazione fisica della ragazza.
Per ristabilire l’ordine e garantire la sicurezza all’interno dell’ambulanza è stato necessario l’intervento tempestivo di un medico:
- Aggressione al conducente: l’autista dell’ambulanza è stato raggiunto e morso dalla giovane durante il tentativo di gestione del soccorso.
- Violenza sull’infermiera: l’operatrice sanitaria ha subito colpi diretti e ripetuti calci alla zona addominale.
- Sedazione medica: il personale medico è intervenuto all’interno del mezzo per sedare la paziente e neutralizzare l’escalation.
- Rientro da infortunati: l’equipaggio, inizialmente partito per portare aiuto, è stato costretto a ricorrere alle cure ospedaliere una volta terminato il servizio.
La posizione della sigla sindacale dopo il fatto
La denuncia della UIL FP solleva interrogativi immediati sulla gestione del rischio e sulla valutazione preliminare delle chiamate indirizzate alla centrale operativa. L’organizzazione sindacale respinge l’idea che episodi di simile portata possano essere derubricati a semplici imprevisti operativi.
Essere aggrediti, presi a calci, morsi o picchiati non fa parte del lavoro di un infermiere o di un autista soccorritore. Non è un rischio del mestiere. È violenza.
Rischio del mestiere o falla di sicurezza: il contrasto sui protocolli
Una convinzione errata molto diffusa tende a considerare le aggressioni fisiche verso il personale sanitario come una componente inevitabile e accettabile del lavoro in emergenza-urgenza. La realtà contrattuale e normativa dimostra invece l’opposto: gli operatori sanitari non sono addestrati né legalmente tenuti ad agire come forze di contenimento o di pubblica sicurezza in contesti ostili privi di adeguata protezione.
La tutela degli equipaggi deve diventare parte integrante dell’organizzazione del soccorso.
Secondo il sindacato, è fondamentale verificare se gli elementi raccolti al momento della telefonata d’emergenza permettessero già di anticipare il pericolo concreto per l’equipaggio.

| Aspetto dell’intervento | Dettaglio accertato |
|---|---|
| Luogo del soccorso | Centro commerciale Città Fiera (Udine) |
| Stato della paziente | Minorenne in palese stato di alterazione |
| Lesioni riportate dall’equipaggio | Morso all’autista e traumi addominali all’infermiera |
| Esito dell’operazione | Paziente sedata da un medico e sanitari curati in Pronto Soccorso |
Quali verifiche procedurali richiede la UIL FP?
La richiesta aperta avanzata dai rappresentanti dei lavoratori punta a chiarire se il sistema di triage della chiamata abbia funzionato secondo i canoni preventivi previsti per le situazioni a potenziale rischio comportamentale.
- Analisi della chiamata iniziale: esame delle registrazioni per accertare se fossero stati riferiti comportamenti aggressivi pregressi.
- Valutazione del potenziale pericolo: verifica della corretta categorizzazione dello stato di alterazione della persona da soccorrere.
- Coordinamento con le forze dell’ordine: comprensione dei motivi per cui non sia stato attivato un supporto simultaneo di pattuglie prima dell’accesso al veicolo.
Resta aperto il tema delle tutele strutturali necessarie per garantire che i lavoratori della sanità possano operare senza mettere a repentaglio la propria incolumità fisica.
📱 Il dibattito sulla protezione degli operatori di prima linea è fondamentale per la tenuta dell’intero servizio di emergenza.
👇 Lascia un commento qui sotto ed esprimi la tua opinione sulle misure necessarie per salvaguardare il personale del soccorso.
💚 Condividi la tua esperienza con i nostri lettori per arricchire il confronto su questo tema di sicurezza pubblica.

