Maurizio Pratelli
L’arrivo dell’autunno e delle piogge stagionali segna la ripresa della raccolta dei funghi nei boschi lombardi. Tra le varie specie presenti sul territorio, come chiodini, gallinacci, prataioli e pioppini, il porcino rimane la specie più ricercata dai cercatori.
La crescita di questo fungo dipende strettamente dall’equilibrio tra precipitazioni e temperature. Quando il clima lo consente, le aree montane e collinari della regione offrono ambienti adatti alla proliferazione micologica.
Periodo ideale e fasce altimetriche
Il momento di massima fruttificazione coincide con i mesi di settembre e ottobre, favoriti dall’umidità autunnale. Una finestra secondaria può manifestarsi anche nella tarda primavera, a seconda dell’andamento meteorologico.
I porcini crescono prevalentemente a quote comprese tra 700 e 1.300 metri sul livello del mare. L’habitat d’elezione comprende boschi di conifere e latifoglie, con una spiccata presenza vicino a faggi, castagni e querce.
Le aree montane e collinari più frequentate
Il territorio lombardo offre diverse vallate note per la densità di boschi idonei alla crescita micologica.
Valtellina: Bassa e Alta quota
In provincia di Sondrio, la Bassa Valtellina ospita numerosi boschi battuti dagli esperti. Tra le località figurano Albaredo, Bema, Buglio in Monte, Cosio Valtellino, la Costiera dei Cech, Pedesina, Rasura, Talamona e l’intera Val Gerola. Salendo in Alta Valtellina, le aree attorno a Oga rappresentano un punto di riferimento storico per la raccolta.

Val Brembana e le Orobie bergamasche
In provincia di Bergamo, la Val Brembana conta numerosi comuni montani in cui la raccolta è praticata e regolata localmente. I territori interessati comprendono Averara, Branzi, Carona, Cassiglio, Cornalba, Cusio, Dossena, Foppolo, Mezzoldo, Oltre il Colle, Ornica, Piazzatorre, Roncobello, Serina, Taleggio, Valleve e Valtorta. Nei primi giorni di settembre il territorio ospita anche la rassegna tematica “Fungolandia”.
Valle d’Intelvi e provincia di Como
Nel territorio comasco, le ricerche si concentrano nei boschi vicino a Ronago, Uggiate, Bizzarone e Drezzo. Salendo verso il confine elvetico, la Valle d’Intelvi offre condizioni favorevoli alle quote più elevate, in particolare nei boschi sopra Pian delle Alpi e al Varesello Alto, tra l’Alpe di Pigra e l’Alpe di Colonno.
Regole regionali, limiti e sicurezza
La normativa regionale della Lombardia fissa un tetto massimo di raccolta pari a 3 chilogrammi di funghi al giorno per persona, salvo restrizioni comunali o consortili più severe. In determinate aree possono essere richiesti permessi specifici o il versamento di contributi locali.
- Modalità di distacco: il fungo va estratto con una leggera torsione senza strappare o danneggiare il micelio nel terreno.
- Pulizia e trasporto: la terra in eccesso va rimossa sul posto con un coltellino; è obbligatorio usare cesti rigidi e aerati, mentre sono vietati i sacchetti di plastica.
- Tutela del bosco: gli esemplari troppo giovani o eccessivamente maturi vanno lasciati intatti per garantire la dispersione delle spore.
Per accertare la commestibilità dei funghi raccolti ed escludere rischi di intossicazione, gli Ispettorati micologici delle ATS offrono un servizio pubblico e gratuito di controllo e identificazione degli esemplari.


