Un provino nato da una telefonata a cui quasi nessuno avrebbe creduto. Fabrizio Gifuni ha ripercorso il suo primo contatto con Marco Bellocchio durante la presentazione di “Marco Bellocchio – La porta della realtà”, documentario firmato da Fabio Lovino, prodotto da Loft Produzioni e Reggatta Production e distribuito da Lucky Red.
Sul palco del cinema Giulio Cesare di Roma, insieme al regista Lovino e al produttore Andrea Occhipinti, l’attore ha raccontato l’episodio risalente al 1994, quando il cineasta lo cercò per il film “Il sogno della farfalla”.
Lo scherzo telefonico e il dubbio dell’ultimo secondo
All’epoca i telefoni cellulari erano una rarità e il contatto avvenne direttamente sull’apparecchio fisso di casa. Gifuni ha imitato la voce del regista per restituire l’atmosfera di quel momento surreale.
La chiamata sul telefono fisso nel 1994
“Pronto, sono Marco Bellocchio, vorrei parlare con Fabrizio Gifuni… Ho visto la tua foto nell’annuario degli attori e mi ha molto colpito”, furono le parole arrivate dalla cornetta. La reazione immediata fu di totale scetticismo.

“Ero convinto fosse Favino o qualcun altro a fare un’imitazione”, ha spiegato Gifuni. “Alla fine non l’ho mandato a quel paese per una frazione di secondo solo perché avevo un dubbio residuo che si trattasse davvero di lui. Ed era proprio Marco”.
I 5 progetti insieme fino al ruolo di Aldo Moro
Quell’audizione del 1994 non portò a una parte immediata, aprendo una lunga fase di incontri e provini che non si concretizzavano. Il sodalizio è poi decollato negli anni successivi, trasformandosi nel legame professionale più duraturo della carriera dell’attore.
Il sodalizio artistico tra Bellocchio e Gifuni conta cinque titoli:
- Fai bei sogni
- Esterno notte, in cui Gifuni ha interpretato Aldo Moro
- Rapito
- Portobello
- Il progetto legato al cortometraggio Bobbio, destinato a diventare lungometraggio all’interno di una trilogia.

