Porta dell’Inferno di Darvaza: il calore del cratere crolla del 75% dopo 55 anni di fiamme continue

Cratere di Darvaza con fiamme di gas naturale nel deserto del Turkmenistan
Il cratere di Darvaza, noto come la Porta dell'Inferno, nel deserto del Karakum in Turkmenistan.

L’incidente geologico del 1971 nel deserto del Karakum

Nel cuore del deserto del Karakum, in Turkmenistan, si trova una voragine che brucia ininterrottamente da oltre mezzo secolo. È il cratere di Darvaza, ribattezzato a livello internazionale la “Porta dell’Inferno”.

La ricostruzione storica più accreditata fa risalire l’evento al 1971, durante una campagna di trivellazione condotta da tecnici sovietici. Il terreno cedette improvvisamente su una sacca sotterranea ricca di idrocarburi, inghiottendo l’impianto di perforazione.

Per neutralizzare le esalazioni tossiche, i responsabili decisero di incendiare la cavità, ipotizzando che il combustibile si sarebbe esaurito in pochi giorni. La stima si rivelò errata: i giacimenti profondi hanno alimentato il rogo per oltre cinque decenni.

Durante décadas, las llamas iluminaron intensamente el interior del enorme cráter, especialmente durante la noche, y transformaron el lugar en una particular atracción turística. (Wikipedia: Tormod Sandtorv - Flickr: Darvasa)
Le fiamme all’interno del cratere di gas naturale di Darvaza nel deserto del Karakum.

Il calo termico del 75% e le manovre di spegnimento

Dopo cinquantacinque anni di combustione ininterrotta, il sito ha registrato variazioni sensibili. Le autorità turkmene hanno avviato interventi di estrazione nelle aree limitrofe, perforando pozzi mirati a intercettare il flusso di gas prima che raggiunga l’apertura.

I rilievi termici e le misurazioni satellitari mostrano che l’intensità del calore sprigionato dalle fiamme è diminuita di oltre il 75% nel corso degli ultimi tre anni. All’interno della voragine restano comunque visibili diversi focolai attivi.

Porta dell'Inferno di Darvaza: il calore del cratere crolla del 75% dopo 55 anni di fiamme continue

Le motivazioni economiche e ambientali

La presenza del cratere comporta la perdita costante di ingenti volumi di risorsa energetica commerciabile. Il rilascio di metano non interamente bruciato costituisce inoltre una rilevante fonte emissiva a forte impatto climatico.

Nel 2022, l’allora presidente Gurbanguly Berdimuhamedow ha sollecitato formalmente l’elaborazione di una strategia tecnica per l’estinzione definitiva del rogo, evidenziando rischi ambientali e sanitari.

La riduzione delle fiamme non chiude la partita ambientale: se la combustione cala ma il gas continua a disperdersi nell’aria, le emissioni climalteranti restano attive.

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