Guidare con il braccio o il gomito fuori dal finestrino è una pratica frequente, soprattutto nella stagione estiva. Anche se il Codice della Strada non contiene un articolo che nomini esplicitamente questo comportamento, l’abitudine può portare a sanzioni amministrative elevate durante i controlli delle forze dell’ordine.
I riferimenti normativi: controllo del veicolo e sagoma
La contestazione da parte degli agenti si basa principalmente su due norme cardine del Codice della Strada: l’articolo 141 e l’articolo 169.
L’articolo 141 impone al conducente di conservare sempre il pieno controllo del veicolo, garantendo la capacità di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, come frenate brusche o scarti improvvisi di ostacoli.
L’articolo 169 disciplina invece la libertà di movimento del guidatore e vieta di creare sporgenze rispetto alla sagoma trasversale del mezzo.

Importi delle multe e perdita di punti
Le sanzioni previste variano a seconda della specifica infrazione contestata durante l’accertamento:
- Violazione dell’articolo 141: la sanzione economica va da 42 a 173 euro, con la possibile decurtazione di 1 punto dalla patente di guida se viene accertata l’incapacità di reazione rapida ai comandi.
- Violazione dell’articolo 169: per il superamento della sagoma dell’auto con parti del corpo, la multa applicabile spazia da 87 a 344 euro.
I pericoli fisici e l’impatto in caso di incidente
Oltre all’aspetto economico, sporgere un arto dal profilo del veicolo espone il conducente a gravi rischi fisici nel traffico cittadino e nelle carreggiate strette. L’arto può impattare contro specchietti, barriere di protezione o veicoli a due ruote in transito.
La posizione assunta alla guida diventa determinante anche nella ricostruzione della dinamica dei sinistri stradali. Se perizie, testimonianze o filmati di dashcam dimostrano una presa non idonea sul volante, tale condotta incide direttamente sull’attribuzione delle responsabilità legali e assicurative.

