Kia ha aperto una nuova procedura di richiamo negli Stati Uniti per il SUV Telluride. I documenti ufficiali depositati presso la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) certificano un problema insolito: la precedente campagna di riparazione non è riuscita a risolvere il difetto originario.
Il punto critico riguarda il cablaggio elettrico del gancio traino, impiegato per alimentare rimorchi e portabici. L’infiltrazione di acqua, umidità e sporcizia all’interno del modulo può innescare cortocircuiti nell’impianto.
Perché la prima riparazione non ha fermato il rischio cortocircuito
L’intervento tecnico applicato durante il primo richiamo doveva isolare il cablaggio e azzerare il pericolo. I controlli successivi hanno evidenziato che alcuni esemplari già riparati continuavano a manifestare vulnerabilità elettriche.
Meccanico ispeziona il retro di un SUV in officina, illuminando il sottoscocca vicino al gancio traino
I documenti inoltrati alla NHTSA non segnalano un quadro esteso di incidenti o persone ferite. L’autorità federale americana mantiene comunque un livello di attenzione massimo, trattandosi di un’anomalia che può presentarsi in modo improvviso.
Le istruzioni per i proprietari: parcheggiare all’aperto
Il rischio di surriscaldamento o principio di incendio non scompare a motore spento. Se il circuito riceve alimentazione residua, il cortocircuito può innescarsi anche a veicolo fermo.
Kia e la NHTSA raccomandano di parcheggiare l’auto all’aperto e a distanza di sicurezza da strutture abitative o garage fino all’esecuzione dell’intervento. La verifica dei veicoli coinvolti avviene inserendo il codice VIN sul portale federale o tramite la rete di assistenza.
L’installazione del nuovo cablaggio aggiornato sarà effettuata gratuitamente presso i concessionari autorizzati. Chi ha già sostenuto spese per interventi analoghi potrà accedere alle procedure di rimborso previste dalle normative statunitensi.
La gestione dei difetti complessi nell’industria auto
Il caso della Telluride mostra come i controlli post-intervento possano riaprire fascicoli tecnici che sembravano chiusi. Il monitoraggio continuo dei dati di officina permette di identificare falle residue nelle soluzioni adottate in precedenza.
La catena di verifica coinvolge fornitori, costruttori ed enti regolatori, chiamati a ridefinire le procedure tecniche quando una prima modifica non garantisce la piena tenuta degli standard di sicurezza.


