Scuola superiore, arriva il voto 6*: in Trentino stop ai debiti trascinati e verifiche entro agosto

Scuola superiore, arriva il voto 6*: in Trentino stop ai debiti trascinati e verifiche entro agosto
Scuola superiore, arriva il voto 6*: in Trentino stop ai debiti trascinati e verifiche entro agosto

Il Trentino prova a cambiare le regole per le scuole superiori: “Promossi con il 6*, ma le carenze dovranno essere recuperate”
Il Trentino prova a cambiare le regole per le scuole superiori introducendo il 6 con asterisco.

La Provincia autonoma di Trento ridisegna i criteri di valutazione per gli istituti superiori. La novità principale consiste nell’introduzione del “6*”, un voto che consente l’ammissione alla classe successiva imponendo però allo studente un percorso obbligatorio di recupero delle carenze.

Il provvedimento punta a chiudere una falla aperta nel 2010, anno in cui il Trentino ha eliminato gli esami di riparazione a settembre. Da allora, molti allievi hanno continuato a trascinarsi insufficienze non colmate per l’intero quinquennio, fino alla maturità.

Come funziona la suddivisione tra classi aperte e sbarramenti

Il percorso scolastico viene riorganizzato in due blocchi distinti corrispondenti al primo e al secondo biennio. Il sistema differenzia nettamente le classi intermedie da quelle conclusive di ciascun ciclo.

Al primo e al terzo anno, definiti “classi aperte”, l’insufficienza viene registrata sulla scheda di valutazione con il 6 accompagnato dall’asterisco. Lo studente passa all’anno successivo, ma la scuola fissa l’obbligo formale di sanare la lacuna.

Le classi seconde e quarte diventano invece “classi di sbarramento”. In questo caso non sono ammessi debiti pendenti: prima di iscriversi alla classe successiva, l’alunno deve certificare il superamento di ogni insufficienza, pena la bocciatura decisa dal consiglio di classe.

Corsi obbligatori entro fine agosto e iter del provvedimento

Le scuole del territorio dovranno organizzare corsi di recupero interni e sottoporre gli studenti a prove di verifica prima della fine di agosto. L’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa ha chiarito la ratio dell’intervento, evidenziando le criticità sia del sistema locale uscente sia del modello statale.

Nelle intenzioni della giunta c’è la volontà di evitare la spesa delle famiglie in lezioni private non monitorate e, al contempo, fermare la prassi delle promozioni concesse senza reale verifica delle competenze acquisite.

La misura, già approvata dalla Giunta provinciale, è al centro del confronto politico in aula consiliare. Nel caso in cui l’iter legislativo dovesse arenarsi, l’assessorato è intenzionato ad attuare le modifiche intervenendo direttamente sul regolamento provinciale di valutazione.

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