Ballarò, stop al bando per 31 stalli: il mercato coperto da 500 mq resta bloccato tra degrado e proteste

Ballarò, stop al bando per 31 stalli: il mercato coperto da 500 mq resta bloccato tra degrado e proteste
Ballarò, stop al bando per 31 stalli: il mercato coperto da 500 mq resta bloccato tra degrado e proteste

Nuovo mercato coperto di Ballarò, il Comune di Palermo sospende il bando. I commercianti sul piede di guerra: “Non lascio il mio posto”
Il nuovo mercato coperto di Ballarò a Palermo, al centro della sospensione del bando comunale.

La tettoia porta ancora i segni dell’incendio dello scorso 18 agosto, mentre cumuli di spazzatura circondano il perimetro. La struttura coperta di 500 metri quadri in piazza del Carmine, progettata per ospitare 31 attività di generi ittici e carni a Ballarò, resta deserta e incompiuta.

Il direttore generale del Comune di Palermo ha bloccato la procedura per 90 giorni lo scorso 10 agosto. La gara, pubblicata il 20 luglio con scadenza fissata al 20 settembre, è finita sotto esame per un nodo giuridico sulla gestione delle concessioni.

Il braccio di ferro normativo sulle concessioni

L’opera era nata durante l’amministrazione Orlando come percorso di sanatoria per consentire agli ambulanti storici di regolarizzarsi aprendo la partita Iva. Con la giunta guidata da Roberto Lagalla, l’iter ha recepito le linee guida nazionali per il commercio su aree pubbliche derivate dalla direttiva europea sui servizi.

L’aggiornamento delle regole impone criteri aperti: anzianità d’impresa, requisiti di sostenibilità ambientale, consegna a domicilio e progetti innovativi. Questi parametri hanno cancellato la riserva automatica a favore degli operatori storici del rione.

Il responso dell’avvocatura comunale

Di fronte al conflitto tra la legge regionale 18/1995 e la legge statale sulla concorrenza (legge 214/2023), gli uffici comunali hanno chiesto chiarimenti ai propri legali. Il verdetto è arrivato il 31 agosto: i vincoli statali prevalgono su quelli regionali, rendendo obbligatorie selezioni pubbliche uniformi e trasparenti.

Il fascicolo è tornato agli uffici delle attività produttive, che dovranno decidere se confermare la procedura originaria o riscrivere i parametri di gara.

Le accuse dell’opposizione e i fondi non spesi

I consiglieri comunali e circoscrizionali contestano duramente la gestione della vicenda. Mariangela Di Gangi, consigliera del Partito Democratico, ha chiesto il ritiro immediato dell’atto: “Cancellare le persone che hanno costruito l’identità del mercato significa cancellare Ballarò, favorendo una turistificazione da cartolina”.

Dalla prima circoscrizione, Massimo Castiglia e Fabrizio Brancato denunciano il rischio che l’amministrazione chiuda il mandato senza assegnare alcun banco. I due consiglieri segnalano carenze igienico-sanitarie nella struttura, l’assenza del parere preventivo dell’Asp e il mancato utilizzo di 450 mila euro destinati a supportare i commercianti nell’apertura delle partite Iva.

Il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti respingono gli addebiti. Secondo l’amministrazione, l’applicazione delle normative statali sulla concorrenza è un atto dovuto che garantisce trasparenza e attrae nuovi investimenti nel quartiere.

La rabbia degli ambulanti a piazza del Carmine

Tra i banchi storici di Ballarò la tensione resta altissima. I venditori rifiutano l’ipotesi del trasferimento coatto all’interno della struttura metallica, vissuta come una limitazione incompatibile con il mercato rionale.

“Sono qui da sessant’anni e non mi sposterò mai da questo posto”, spiega Rosario, venditore di frutta e verdura. Gli fa eco Agostino dal suo banco del pesce: “Mio padre lavorava qui da mezzo secolo, io ho cominciato a 14 anni. Non lasceremo i nostri spazi per chiuderci lì dentro”.

Molti operatori denunciano inoltre la totale mancanza di comunicazioni ufficiali e il peggioramento delle condizioni economiche dell’area. Secondo i mercatari, l’introduzione della Ztl ha ridotto i clienti a favore della grande distribuzione, mentre il padiglione inutilizzato è diventato un ricettacolo di degrado.

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