1.413 giorni a Palazzo Chigi: Giorgia Meloni rivendica a Bari il governo più longevo

1.413 giorni a Palazzo Chigi: Giorgia Meloni rivendica a Bari il governo più longevo
1.413 giorni a Palazzo Chigi: Giorgia Meloni rivendica a Bari il governo più longevo

Il traguardo dei 1.413 giorni a Palazzo Chigi

L’ingresso a sorpresa alle spalle di Raffaele Fitto ha trasformato il terminal crociere del porto di Bari in una bolgia. La platea di Fratelli d’Italia si è riunita per celebrare un dato storico preciso: 1.413 giorni consecutivi alla guida dell’esecutivo, il mandato più lungo della storia repubblicana.

Tra i partecipanti spuntavano tatuaggi con il volto della premier, magliette dedicate e presenze inattese come quella di Francesca Pascale, convinta che Silvio Berlusconi «sarebbe stato orgoglioso». L’intervento è durato un’ora esatta, scandito da una richiesta diretta alla folla: «A ragà, è lunga, qua famo notte».

La linea politica tracciata per la maggioranza esclude pause o rallentamenti. «Bisogna pedalare», ha chiarito Meloni, respingendo l’idea di una leadership logorata da quattro anni di gestione complessa.

Il bilancio: riforme, conti pubblici e spesa militare

Il discorso ha ripercorso le crisi affrontate durante il mandato, dai conflitti internazionali alle alluvioni, passando per gli attacchi informatici e l’instabilità dello stretto di Hormuz. La presidente del Consiglio ha rivendicato la tenuta economica del Paese, legando la stabilità politica al calo dello spread.

Nessun annuncio a effetto o promessa pre-elettorale. Meloni ha ribadito l’impegno a proseguire l’azione di governo, interrompendo brevemente l’intervento solo per rispondere a una telefonata della figlia Ginevra.

Tra i risultati rivendicati figurano l’aumento dell’occupazione femminile, l’avanzamento dei progetti del Pnrr, l’impiego dei fondi di coesione e i bonus energetici destinati alle imprese. Sulla sanità ha difeso gli interventi contro le liste d’attesa, definendole un’eredità del passato ora affrontata con misure strutturali.

Sul piano istituzionale resta centrale la riforma della legge elettorale, presentata come garanzia contro ribaltoni e manovre di palazzo. Spazio anche all’incremento della spesa per la difesa, descritta come una decisione impopolare ma necessaria per la sicurezza nazionale.

L’attacco all’opposizione e il messaggio sulla sicurezza

I toni si sono alzati nel confronto con il centrosinistra, bersaglio di critiche sulla gestione passata tra «lotteria degli scontrini» e banchi a rotelle. Meloni ha attaccato le divisioni interne dell’opposizione e l’uso strumentale dell’antifascismo.

Critiche decise sono state rivolte anche ad alcune decisioni della magistratura, citando la scarcerazione dopo 48 ore di un uomo accusato di violenza sessuale ai danni di una tredicenne. Il tema della sicurezza si è legato infine al contrasto alla violenza di genere, ricordando il recente femminicidio di Lorena.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *