Tartaruga liuto: il colosso da oltre 900 kg che scende a 1.200 metri di profondità

Tartaruga liuto: il colosso da oltre 900 kg che scende a 1.200 metri di profondità
Tartaruga liuto: il colosso da oltre 900 kg che scende a 1.200 metri di profondità

La tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) rappresenta il più grande rettile marino attualmente vivente sul pianeta. Il suo primato di taglia è conteso solo dal coccodrillo marino, il quale frequenta però perlopiù ambienti salmastri o costieri.

Un esemplare adulto pesa solitamente tra i 340 e i 450 chilogrammi, ma il primato storico certificato dal Guinness dei Primati ha raggiunto i 916 chilogrammi. Si tratta di un maschio rinvenuto sulle coste del Galles nel 1988, lungo quasi 2,6 metri.

La specie è tornata all’attenzione della cronaca per un raro avvistamento avvenuto al largo di Imperia, in Liguria, durante un’escursione di whale watching. Nel Mar Mediterraneo questo animale non nidifica e transita solo occasionalmente dall’Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra.

Un’anatomia unica senza vero carapace osseo

A differenza delle altre tartarughe marine, la liuto non possiede uno scudo rigido composto da piastre cornee. La sua struttura dorsale è costituita da centinaia di piccole placche ossee disposte a mosaico, protette da uno strato di pelle spessa, gommosa ed elastica.

confronto tra tartarughe
Confronto tra le dimensioni di diverse specie di tartarughe marine.

Lungo il dorso corrono sette evidenti creste longitudinali affusolate. Questa sagoma idrodinamica riduce la resistenza all’avanzamento durante le traversate oceaniche.

Le pinne anteriori e l’efficienza nel nuoto

Gli arti anteriori sono i più lunghi in proporzione rispetto a tutte le altre tartarughe esistenti. La potente muscolatura pettorale permette all’animale di spingersi per migliaia di chilometri senza sosta.

Questa conformazione consente alla tartaruga liuto di coprire rotte migratorie annuali che superano i 16.000 chilometri, collegando le spiagge tropicali di nidificazione alle zone polari di alimentazione.

La cavità boccale e la dieta a base di meduse

La bocca e l’esofago di Dermochelys coriacea presentano una fitta schiera di papille spinose rivolte all’indietro. Questa barriera meccanica impedisce alle prede scivolose di risalire la gola durante l’espulsione dell’acqua marina in eccesso.

La specie non ha mascelle trincianti ma bordi cuspidati, perfetti per catturare prede gelatinose come meduse e salpe. Durante i picchi alimentari, un adulto consuma una quantità di meduse pari all’intero proprio peso corporeo ogni giorno.

Record di profondità e distribuzione globale

La tartaruga liuto popola gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, spingendosi in latitudini sub-polari grazie a un sofisticato sistema circolatorio a scambio termico controcorrente. È in grado di mantenere la temperatura interna notevolmente superiore a quella delle acque gelide.

Secondo i dati della NOAA Fisheries, il rettile è capace di immergersi fino a 1.200 metri di profondità. Le apnee registrate possono superare gli 85 minuti consecutivi.

I dati dell’ISPRA confermano che le acque italiane registrano esclusivamente ingressi sporadici di esemplari atlantici in cerca di cibo. L’assenza di siti di nidificazione nel bacino rende ogni incontro lungo le coste liguri o toscane un evento di rilievo scientifico.

Stato di conservazione e minacce

L’aspettativa di vita media stimata si aggira intorno ai 45-50 anni, con maturità sessuale raggiunta tra i 9 e i 20 anni. La Lista Rossa IUCN classifica la tartaruga liuto come “Vulnerabile”, evidenziando un calo globale del 40% nell’arco di tre generazioni.

L’andamento varia sensibilmente tra i diversi bacini marini: nel Pacifico orientale le popolazioni sono crollate di oltre il 97%, mentre nell’Atlantico nord-occidentale si osservano segnali di ripresa.

I pericoli principali restano legati all’impatto antropico:

  • Cattura accidentale nelle reti e nei palamiti da pesca commerciale.
  • Distruzione e cementificazione dei litorali sabbiosi usati per deporre le uova.
  • Ingestione di rifiuti plastici e buste galleggianti, scambiate fatalmente per meduse con conseguente blocco digestivo letale.

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