Un agguato per strada mentre rincasava con le buste della spesa. Abdellatif Bensefiyan, cittadino marocchino di 65 anni, è stato ucciso nella periferia sud di Udine.
L’allarme è scattato alle 19:48 di venerdì 4 settembre in via Castions di Strada, nel quartiere di Sant’Osvaldo. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, l’uomo è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.
La dinamica dell’agguato e i soccorsi
Bensefiyan stava camminando verso casa quando è stato sorpreso alle spalle da un uomo armato di lama. L’aggressore ha sferrato un fendente mortale al capo della vittima prima di dileguarsi a piedi attraverso i campi della zona.
Accanto al corpo a terra gli investigatori hanno rinvenuto un cacciavite, che il 65enne avrebbe impugnato nel tentativo estremo di difendersi. I residenti, allarmati dal trambusto, hanno chiamato i soccorsi, ma le lesioni si sono rivelate fatali.
La caccia all’uomo e le indagini
Carabinieri e polizia hanno isolato l’intero perimetro dell’aggressione per raccogliere elementi utili e ascoltare le testimonianze del vicinato. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Letizia Puppa.
Il complesso di abitazioni dove risiedeva la vittima a Udine.
I sospetti si concentrano sull’ex compagno della sorella della vittima, attualmente irreperibile. I controlli delle forze dell’ordine si sono estesi a tutta la cintura urbana per intercettare il fuggitivo.
Le minacce di morte prima del delitto
La sorella del 65enne ha riferito agli inquirenti di aver interrotto il legame sentimentale circa un mese fa, scelta mai accettata dall’ex compagno. A pesare sulla rottura c’erano anche legami familiari dell’uomo in Marocco, ritenuti incompatibili con una nuova unione in Italia.
Tre giorni prima dell’omicidio si era verificato un episodio critico: l’ex partner si era presentato sul posto di lavoro della donna, minacciandola apertamente di morte al grido di “ti brucio” dopo il suo rifiuto di parlargli.


