Daniele Piervincenzi svela il nuovo Report tra compensi da 20mila euro e lo scontro con Ranucci

Daniele Piervincenzi svela il nuovo Report tra compensi da 20mila euro e lo scontro con Ranucci
Daniele Piervincenzi svela il nuovo Report tra compensi da 20mila euro e lo scontro con Ranucci

Daniele Piervincenzi affronta a viso aperto il nuovo ciclo di Report. Dopo il passo indietro di Giulia Presutti e le polemiche seguite alla nomina firmata dal direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini, il giornalista resta saldo al timone della trasmissione d’inchiesta insieme a Claudia Di Pasquale.

La svolta orizzontale e il richiamo al modello Gabanelli

In un’intervista concessa a La Repubblica, Piervincenzi ha illustrato la riorganizzazione della redazione. L’intenzione operativa consiste nel superare la struttura piramidale del passato, diminuendo la presenza dei conduttori in studio per concedere ampio respiro al lavoro degli inviati sul campo.

L’ispirazione editoriale punta a riallacciare i legami storici con l’impostazione data originariamente da Milena Gabanelli. Nel mirino finiranno i nodi del potere politico, i colossi economici e l’attività delle grandi lobby, assicurando che l’azione del governo in carica sarà la prima a essere esaminata con rigore.

I giornalisti della redazione hanno scelto di non abbandonare la squadra dopo il raggiungimento dell’intesa interna. Piervincenzi ha interpretato questa decisione collettiva come un segnale concreto di fiducia verso il nuovo progetto, nonostante i trascorsi con la gestione precedente.

I chiarimenti su politica, contratti e bilanci

Il conduttore ha respinto l’accusa di appartenere all’area di governo, rivendicando la propria storia professionale trascorsa finora nel precariato. Anche i presunti legami personali con i vertici aziendali sono stati ridimensionati a un passato sportivo: uno o due campionati disputati nel rugby con Mauro Corsini, fratello minore del direttore di rete.

I dati economici sui progetti Cnel e Congo

Piervincenzi ha fatto chiarezza sulle cifre relative a collaborazioni e servizi d’inchiesta contestati pubblicamente. Il lavoro svolto per il Cnel sul tema dei giovani e della Costituzione attraverso la società Outcast ha fruttato un compenso complessivo di 20.000 euro all’anno per un biennio, somma interamente suddivisa tra quattro persone.

Riguardo al lavoro investigativo condotto nella Repubblica Democratica del Congo sull’omicidio dell’ambasciatore Luca Attanasio, il giornalista ha smentito le voci sui costi esorbitanti. Il reportage venne acquistato dalla trasmissione per 30.000 euro, smentendo le ricostruzioni che parlavano di una spesa pari a 100.000 euro.

Lo strappo con Sigfrido Ranucci e l’addio di Presutti

Sulla rinuncia improvvisa di Giulia Presutti, Piervincenzi ha espresso rammarico per la forte pressione subita dalla cronista trentacinquenne, ritenendola demolita pubblicamente dal suo stesso mentore professionale.

I rapporti con Sigfrido Ranucci rimangono tesi. L’ex conduttore lo ha esortato a rinunciare definendolo poi mediocre e imputandogli programmi al 2% di share, mentre Piervincenzi ha ricordato i format da lui firmati capaci di toccare il 9%.

Netta la separazione anche sui principi deontologici e la gestione dei contatti investigativi. Fonti come Valter Lavitola rientrano nel perimetro del lavoro d’inchiesta, ma restano figure con cui non condividere rapporti di confidenza o cene private.

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