Il legame tra fumetto e alta moda ha un protagonista inaspettato: Snoopy. Il celebre bracchetto ideato da Charles M. Schulz è al centro dell’esposizione “Snoopy in Style“, allestita a New York in concomitanza con la settimana della moda.
L’esposizione ripercorre oltre sette decenni di archivio, evidenziando come i personaggi nati dalla matita del fumettista statunitense abbiano plasmato il costume contemporaneo fin dal loro debutto.
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L’eleganza quotidiana di Charles M. Schulz
Tutto ha origine dalle abitudini personali del creatore della striscia, Charles M. Schulz, soprannominato “Sparky”. Figlio di un barbiere del Minnesota, Schulz curava con precisione il proprio guardaroba.
Il Charles M. Schulz Museum and Research Center ha concesso in prestito per l’evento newyorkese diversi capi appartenuti all’autore. Tra i pezzi esposti figurano un pullover con motivo a rombi nero e rosso e una maglia a girocollo con cuciture a fiamma, acquistati originariamente presso la boutique Lions Den vicino a Santa Rosa.
Questo gusto per l’abbigliamento si è trasferito immediatamente sui personaggi di carta. Nell’ottobre del 1950 Charlie Brown esordì con una maglietta interamente bianca, ma Schulz decise di intervenire per renderlo più incisivo.
L’autore aggiunse la celebre linea a zig-zag nera al centro del capo, trasformandola in una firma grafica indelebile. Ogni comprimario ricevette presto un codice visivo rigoroso: l’abito a pois per Sally, le righe per Linus e le infradito estive per Peppermint Patty.
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Dalle strisce al merchandising globale
La transizione da fenomeno editoriale a marchio commerciale avvenne grazie alla visione di Connie Boucher. L’imprenditrice di San Francisco intuì il potenziale dei personaggi al di fuori delle pagine dei giornali, stringendo un accordo diretto con Schulz.
Negli anni Sessanta il mercato venne inondato da poster psichedelici, calendari da parete e felpe monocromatiche dedicate alla banda dei Peanuts. Negli anni Ottanta arrivò persino un modello di Snoopy vestito con l’estetica di Boy George.
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L’evoluzione di Joe Cool tra disco e grunge
Nel corso di cinquant’anni di pubblicazioni Snoopy ha mutato aspetto decine di volte, interpretando l’identità di Joe Cool con occhiali scuri e maglioni universitari, per poi passare alle giacche da discoteca e allo stile grunge degli anni Novanta.
L’influenza del personaggio ha coinvolto anche la moda d’autore contemporanea. All’interno della rassegna newyorkese, designer come Christopher John Rogers, Bode e Willy Chavarria hanno firmato versioni esclusive in peluche di Snoopy e Woodstock.
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Il percorso espositivo include una sala d’ascolto ispirata all’arredamento di metà Novecento, un caffè con arredi tematici e un negozio curato da Sarah Andelman, fondatrice del concept store parigino Colette.
Uno spazio rilevante è dedicato al legame tra Schulz e la tennista Billie Jean King. I due sostennero con determinazione il Titolo IX, la legge statunitense del 1972 che vietò la discriminazione di genere negli istituti scolastici e aprì la strada allo sviluppo dello sport femminile professionistico.





