Nel 1986 arrivava nelle sale Il commissario Lo Gatto, commedia diretta da Dino Risi con Lino Banfi ambientata a Favignana. La pellicola non lesinava insulti ed espressioni triviali che oggi verrebbero bandite all’istante, ma al contempo trattava relazioni fluide e passioni extraconiugali con una disinvoltura priva di isterismi.
A quasi quarant’anni da quell’epoca, il lessico pubblico si è ripulito. I media hanno adottato una severa vigilanza formale, promuovendo canoni come l’inclusività, la body positivity e la parità di genere per eliminare discriminazioni storiche.
Questa trasformazione sembrava aver ridefinito i limiti del dibattito civile. La realtà politica recente racconta invece una dinamica del tutto differente.
L’illusione del perbenismo formale
La proliferazione di linee guida lessicali ha generato l’idea che la modifica del vocabolario coincidesse con un reale avanzamento culturale della cittadinanza. Si è costruito un impianto rigido in cui ogni singola espressione rischiava la censura dell’opinione pubblica.
Questa barriera linguistica ha finito per nascondere le convinzioni profonde di una fetta consistente del Paese anziché trasformarle. La tolleranza mostrata nei canali ufficiali era soltanto un adeguamento di facciata.
La proposta politica di Roberto Vannacci
La nascita del movimento Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci, ha fatto emergere questa scissione. Le posizioni del fondatore non rappresentano una semplice linea conservatrice, ma una rottura esplicita con decenni di battaglie sui diritti.
Vannacci ha definito l’interruzione volontaria di gravidanza un «non diritto» e punta all’abolizione delle unioni civili. Nelle scuole superiori propone di sostituire i programmi sessuoaffettivi con l’addestramento militare, rilanciando la formula del «patriarcato mediterraneo» e concetti come la remigrazione.
Il consenso che scavalca i filtri del discorso pubblico
Roberto Vannacci da Facebook
L’approvazione raccolta da tesi precedentemente considerate impresentabili dimostra che il rigore verbale non ha scalfito i pregiudizi di base. Molti cittadini hanno semplicemente atteso una figura pubblica capace di legittimare apertamente le loro posizioni.
Le reazioni scandalizzate dei salotti progressisti certificano la mancata comprensione del corpo elettorale. L’impalcatura ideologica degli ultimi decenni si è limitata a correggere i testi senza modificare i sentimenti profondi della società.


