Nel 1988 la Food and Drug Administration approvava l’AZT, il primo farmaco antiretrovirale contro l’HIV. Chi è nato in quell’anno ha raggiunto l’età adulta trovando già normale che una diagnosi di infezione non coincidesse più con una condanna a morte immediata.
I traguardi epocali tendono a sfumare rapidamente nello sfondo della nostra quotidianità, trasformandosi in certezze invisibili.
JA Westenberg
La trasformazione radicale della sopravvivenza umana
Dal 1900 a oggi l’aspettativa di vita media globale è all’incirca raddoppiata e i tassi di mortalità infantile sono crollati. Il vaiolo, una malattia capace di provocare circa 300 milioni di morti soltanto nel corso del ventesimo secolo, è stato dichiarato ufficialmente eradicato nel 1980 grazie a una campagna globale di vaccinazione.
Nel 1854 il medico John Snow mappò i decessi per colera nel quartiere londinese di Soho, rintracciando la fonte dell’epidemia in una pompa d’acqua contaminata su Broad Street. Da quella scoperta sono nati la teoria moderna dei germi e i sistemi fognari che oggi permettono a miliardi di persone di aprire un rubinetto senza rischiare infezioni letali.
L’alternativa a questa infrastruttura igienica risale a tempi non troppo remoti. Nel 1347 la peste nera spazzò via tra il 30 e il 60 per cento della popolazione europea, in un contesto privo di difese sanitarie e conoscenze biologiche, dove i cadaveri superavano in numero i vivi.
L’adattamento edonico applicato alla scienza
Avere a disposizione quasi tutto lo scibile umano in uno smartphone, curare infezioni con una scatola di antibiotici o attraversare gli oceani in poche ore sono condizioni senza precedenti storici. Johan Huizinga, descrivendo l’autunno del Medioevo, ricordava come la violenza fisica, la malattia e la morte costante costituissero la trama inevitabile di ogni singola giornata.
La psicologia spiega la nostra indifferenza attraverso l’adattamento edonico. Il cervello umano tende a ristabilire una linea di base emotiva stabile dopo ogni cambiamento favorevole, assorbendo le conquiste eccezionali e trasformandole in semplici pretese quotidiane.
Il costo dell’amnesia collettiva
La campagna globale contro il vaiolo richiese 13 anni di sforzi, 150 milioni di persone mobilitate e un coordinamento logistico titanico guidato dall’epidemiologo americano D.A. Henderson durante la Guerra Fredda. Pochi ricordano questo sforzo immane o l’opera di Norman Borlaug, agronomo premio Nobel per la pace nel 1970, le cui varietà di grano ad alto rendimento sviluppate negli anni Sessanta hanno sottratto oltre un miliardo di persone alle carestie.
Quando si smette di comprendere come sono state edificate le sicurezze moderne, si perde anche la capacità di difenderle. Il morbillo, dichiarato eliminato dagli Stati Uniti nel 2000, ha fatto registrare nuovi focolai a causa del calo delle coperture vaccinali.
Nel 1974 il medico e saggista Lewis Thomas definiva la medicina moderna come la scienza più giovane in assoluto, evidenziando che per millenni i medici avevano potuto soltanto osservare il decorso del paziente senza strumenti di intervento efficaci. Smantellare la fiducia nelle reti di sorveglianza pubblica, nella ricerca scientifica e negli standard igienici senza valutare cosa le sostituirà significa ignorare le fondamenta stesse della nostra sopravvivenza.


