Gaza, 7 operatori WCK uccisi da 3 missili: l’inchiesta svela la dottrina IDF della colpa per associazione

Gaza, 7 operatori WCK uccisi da 3 missili: l'inchiesta svela la dottrina IDF della colpa per associazione
Gaza, 7 operatori WCK uccisi da 3 missili: l'inchiesta svela la dottrina IDF della colpa per associazione

I sette operatori umanitari di World Central Kitchen (WCK) uccisi a Gaza nell’aprile 2024 sono stati trasformati in bersagli militari a causa di una specifica prassi delle forze israeliane: la colpevolezza per associazione. Lo rivela un’inchiesta giornalistica del quotidiano britannico The Guardian, basata su testimonianze dirette di alti ufficiali dell’esercito di Tel Aviv.

I droni hanno colpito in sequenza tre veicoli umanitari chiaramente contrassegnati, subito dopo che la squadra aveva scortato una consegna di aiuti alimentari. Nel raid sono morti tre cittadini britannici (James Kirby, James Henderson e John Chapman), l’australiana Zomi Frankcom, il polacco Damian Sobol, il palestinese Saifeddin Abutaha e il cittadino con doppia nazionalità statunitense e canadese Jacob Flickinger.

Il mese scorso il procuratore capo militare israeliano ha archiviato il caso senza avviare procedimenti penali, confermando che l’azione non presentava elementi di reato perseguibili. La versione ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha ricondotto la vicenda a singoli errori di valutazione compiuti da un gruppo ristretto di ufficiali, oltre ad accusare il convoglio di aver ingaggiato guardie armate e deviato dal percorso stabilito.

A destroyed aid vehicle
Un veicolo di soccorso umanitario distrutto dopo l’attacco missilistico nella Striscia di Gaza.

Il meccanismo della “haflala” e la discrezionalità sul campo

Il colonnello della riserva Nochi Mendel, l’ufficiale che ha ordinato l’attacco con i missili, ha spiegato che gli operatori di WCK sono stati considerati bersagli legittimi dopo un contatto durato pochi minuti con guardie armate, ritenute senza prove appartenenti ad Hamas. Mendel ha dichiarato che gli operatori si erano “mescolati” con presunti miliziani, precisando che la semplice vicinanza o il contatto verbale bastavano a compromettere l’intero convoglio: «Non erano innocenti perché erano collegati ad Hamas».

Questo approccio rientra nella prassi della haflala (“incriminazione”), un meccanismo operativo che concede ai comandanti sul terreno una vastissima libertà decisionale nell’identificare chiunque come terrorista per associazione. Le direttive vengono spesso trasmesse verbalmente durante i briefing prima delle operazioni.

Quando il convoglio WCK è stato centrato, si trovava a notevole distanza dalle truppe israeliane di terra. L’attacco non rispondeva a una minaccia imminente contro i soldati, ma all’obiettivo generale di impedire a qualsiasi fazione legata ad Hamas di gestire la distribuzione dei beni di prima necessità.

Tre missili per tre veicoli: l’escalation del raid

Il generale di brigata della riserva Oren Solomon, responsabile operativo della Divisione Gaza, ha confermato che la procedura di incriminazione produce conseguenze a catena. Secondo Solomon, una volta commesso l’errore di considerare armato un passeggero, le regole di ingaggio prevedono l’eliminazione di chiunque fugga da quel mezzo per salire su un altro convoglio.

Un altro ufficiale dell’esercito israeliano a conoscenza dei fatti ha stimato che la quasi totalità dei comandanti avrebbe agito nello stesso modo: «Nel 90% dei casi sarebbe accaduto lo stesso. Nel 99% dei casi sarebbe stata sganciata la prima bomba, nel 90% la seconda, nell’80% la terza».

Tuttavia, tra gli investigatori militari israeliani non tutti hanno condiviso l’esecuzione dell’ordine. Un alto ufficiale coinvolto nella prima indagine interna ha rimarcato che l’inseguimento dei superstiti ha violato le procedure: anche ammettendo l’errore iniziale sul primo veicolo, i due successivi colpi sono stati sparati contro persone in fuga visibilmente disarmate.

Mourners carry the coffin of James Kirby covered in a union flag
I partecipanti al funerale trasportano la bara di James Kirby coperta dalla bandiera britannica.

Le reazioni internazionali e il profilo del comando

World Central Kitchen ha respinto le conclusioni della magistratura militare di Tel Aviv definendole offensive e lontane dalla verità documentata, ribadendo che l’esercito conosceva in anticipo le identità, i movimenti e le insegne del personale umanitario. I governi di Regno Unito, Australia e Canada hanno definito vergognosa la decisione di non procedere penalmente contro i responsabili.

Mendel, l’unico alto ufficiale destituito per la condotta tenuta durante il conflitto, è un colono israeliano che nel gennaio 2024 figurava tra i 130 firmatari di una lettera aperta indirizzata all’IDF per bloccare l’ingresso degli aiuti nella Striscia. Intervistato sulle sue scelte, l’ex colonnello ha rivendicato l’azione: «Sono venuto qui per sconfiggere Hamas. Se mi trovassi di nuovo davanti alla stessa situazione, farei esattamente la stessa cosa».

Dall’inizio delle operazioni militari a Gaza nel 2023, nessun militare israeliano è stato condannato per crimini di guerra o omicidio colposo per le azioni condotte all’interno della Striscia, dove le stime interne della stessa IDF indicano che oltre tre quarti delle vittime complessive sono civili.

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