Addio a Raffaele Costa: l’ex ministro e leader liberale si spegne a 90 anni

Addio a Raffaele Costa: l'ex ministro e leader liberale si spegne a 90 anni
Addio a Raffaele Costa: l'ex ministro e leader liberale si spegne a 90 anni

Si è spento all’età di 90 anni Raffaele Costa, figura di spicco della politica italiana tra la Prima e la Seconda Repubblica. Aveva compiuto gli anni lo scorso 8 settembre ed era ricoverato da tempo in una casa di riposo a Mondovì, in provincia di Cuneo, a causa di una grave malattia.

Avvocato di professione, Costa ha rappresentato l’ultimo segretario nazionale del Partito Liberale Italiano prima di aderire a Forza Italia. Nel 2010 si era dimesso dal ruolo di consigliere regionale in Piemonte per motivi di salute, ritirandosi definitivamente dalla scena pubblica.

Quattro volte ministro e trent’anni in Parlamento

La carriera parlamentare di Raffaele Costa è durata tre decenni ininterrotti, dal 1976 al 2006. Negli anni Novanta ha ricoperto incarichi ministeriali in quattro differenti esecutivi di rilievo nazionale.

Durante il governo guidato da Giuliano Amato ha retto prima il dicastero delle Politiche comunitarie e successivamente quello della Sanità. In seguito ha assunto la guida del ministero dei Trasporti nel governo tecnico presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 1994 è tornato al ministero della Sanità nel primo governo di Silvio Berlusconi, mentre rifiutò la nomina a viceministro nel secondo esecutivo del Cavaliere. Tra gli altri incarichi istituzionali figurano il mandato da europarlamentare e la presidenza della Provincia di Cuneo dal 2004 al 2009.

I blitz negli ospedali e la guerra alla burocrazia

Definito costantemente come un liberale laico e garantista, Costa ha concentrato la sua azione politica sul contrasto a sprechi, privilegi ed eccessi normativi. La sua linea operativa puntava alla semplificazione amministrativa e alla tutela del cittadino contribuente.

Nel corso del suo mandato alla guida della Sanità rimasero memorabili i blitz a sorpresa compiuti negli ospedali italiani. Le visite senza preavviso servivano a verificare di persona l’efficienza dei servizi e a censire i disservizi segnalati dai pazienti.

L’ex ministro lascia la moglie Gabriella e i due figli, Enrico, attuale capogruppo alla Camera dei Deputati, e Maria Paola.

Le reazioni del mondo politico

Numerosi esponenti istituzionali hanno manifestato cordoglio per la scomparsa del leader liberale. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ne ha sottolineato l’influenza sul proprio percorso politico fin dagli anni universitari.

“Raffaele Costa ci ha lasciati dopo una lunga malattia. Con lui se ne va un grande protagonista della politica italiana, un vero liberale impegnato nella difesa dei valori e nella lotta contro gli eccessi della burocrazia”, ha dichiarato Tajani, ricordando gli inizi come suo assistente parlamentare prima di diventare suo collega a Strasburgo.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha voluto evidenziare il legame dell’ex ministro con il territorio d’origine: “È stato un autentico campione del pensiero liberale e un pioniere nella lotta alla burocrazia, una battaglia che oggi è patrimonio comune ma che lui ha saputo combattere con decenni di anticipo e straordinaria lungimiranza”.

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