Fabio Mussi è morto nella notte a Roma all’età di 78 anni. Nato a Piombino il 22 gennaio 1948 da una famiglia operaia, è stato un punto di riferimento della sinistra italiana per oltre mezzo secolo, fino ai suoi incarichi più recenti come dirigente di Sinistra Italiana all’interno di Alleanza Verdi e Sinistra.
Iscritto al Pci dal 1965, ha ricoperto per anni anche l’attività giornalistica lavorando come vicedirettore del settimanale Rinascita e condirettore de l’Unità.
Dalla militanza nel Pci alla scelta del 2007
La sua parabola politica lo ha visto attraversare le trasformazioni della sinistra parlamentare, dal Partito Democratico della Sinistra fino ai Democratici di Sinistra.
Nel 2007, di fronte alla fusione dei DS nel neonato Partito Democratico, Mussi pronunciò il celebre «io mi fermo qui», rifiutando di confluire nel nuovo soggetto. Quella rottura diede vita a Sinistra Democratica, aprendo la strada verso Sinistra Ecologia Libertà e, infine, Sinistra Italiana.
L’attività parlamentare e l’esperienza di governo
Eletto deputato per cinque legislature consecutive, Mussi ha guidato il gruppo parlamentare del Pds-Ulivo e ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Camera dei Deputati.
Nel secondo governo guidato da Romano Prodi ha assunto l’incarico di ministro dell’Università e della Ricerca.

L’impegno per l’Elba e il territorio toscano
Mussi ha mantenuto un legame costante con la Toscana e l’Arcipelago. Nel 2006 è stato eletto consigliere comunale di minoranza a Rio Marina con la lista «Il lavoro è progresso».
Nel 2005 ha presentato un disegno di legge focalizzato sulla continuità territoriale per l’isola d’Elba, con interventi su tariffe, mobilità e logistica delle merci. Si è speso inoltre per la tutela del patrimonio minerario locale e per la salvaguardia dell’occupazione nelle ex miniere.
Le reazioni e l’ultimo saluto
Nicola Fratoianni ha ricordato il contributo teorico e umano del dirigente, che nel 2017 scrisse le tesi fondative di Sinistra Italiana intitolate «C’è Alternativa».
Anche Legambiente Arcipelago Toscano ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando il suo sostegno alla nascita del Parco Nazionale e la partecipazione alla mobilitazione «Sos Elba» insieme all’urbanista Giuseppe Campos Venuti per contrastare l’eccessiva espansione edilizia.
La camera mortuaria è allestita sabato 5 settembre a Roma, presso l’ospedale Sant’Eugenio in via Rhodesia 25, dalle 9:30 alle 12:00. Dalle ore 16:00 dello stesso giorno, la salma sarà trasferita a Piombino nella sala del commiato della Pubblica Assistenza.

