Il ripristino della corrente elettrica dopo un temporale o un guasto non garantisce che gli alimenti all’interno di frigo e freezer siano ancora commestibili. Anche se le pareti dell’elettrodomestico tornano fredde, i prodotti deperibili potrebbero aver trascorso troppo tempo a temperature critiche.
A chiarire i criteri di sicurezza da adottare è Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università Vita-Salute San Raffaele.
La regola delle quattro ore per il frigorifero
Uno scomparto frigo mantenuto costantemente chiuso conserva la corretta temperatura interna per circa quattro ore dall’interruzione della corrente. Superata questa soglia temporale, il margine di sicurezza decade rapidamente.
Se il blackout avviene mentre si è fuori casa, stimare l’intervallo esatto diventa complicato. Trovare il frigo di nuovo freddo al rientro non assicura che la catena del freddo non sia stata interrotta per ore.
Gli alimenti più vulnerabili
I prodotti più a rischio sono quelli ad alto contenuto di acqua e nutrienti: carne, pesce, latte, latticini freschi, uova, salumi affettati e pietanze già cotte pronte al consumo.
Questi alimenti richiedono un rigore assoluto, in particolare se destinati a soggetti fragili come anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse. Al contrario, prodotti secchi, formaggi a pasta dura o stagionati, verdure intere non tagliate, aceto, olio e salse industriali sigillate tollerano l’aumento termico senza rischi sanitari immediati.

Il pericolo invisibile: perché l’assaggio non serve
L’innalzamento termico riattiva la proliferazione di microrganismi patogeni precedentemente bloccati dall’azione batteriostatica del freddo, inclusi Salmonella, Campylobacter e Listeria monocytogenes.
La carica batterica può raggiungere livelli pericolosi senza alterare odore, consistenza o sapore del cibo. Assaggiare una pietanza per valutarne la commestibilità rappresenta un rischio igienico-sanitario concreto che non fornisce alcuna reale garanzia.
Freezer: 48 ore a pieno carico, 24 a metà
Il congelatore garantisce un’autonomia maggiore grazie alla massa termica degli alimenti stipati al suo interno. Se tenuto rigorosamente chiuso, un congelatore pieno preserva i cibi per circa 48 ore, mentre se è riempito a metà l’autonomia scende a circa 24 ore.
Al ritorno dell’elettricità occorre esaminare ogni singola confezione. Se il cibo conserva ancora cristalli di ghiaccio visibili o registra una temperatura interna non superiore ai 4°C, può essere ricongelato o cotto immediatamente.
Secondo le linee guida della Food and Drug Administration (FDA), qualsiasi prodotto deperibile completamente scongelato rimasto sopra i 4°C per più di due ore deve essere gettato.

