Electrolux conferma la linea dura sul ridimensionamento del personale in Italia. Durante l’incontro istituzionale a Roma, la multinazionale svedese ha quantificato in 1.450 le eccedenze complessive residue, calcolate al netto delle uscite volontarie registrate tra aprile e agosto.
Al conteggio degli esuberi a tempo indeterminato si aggiungono 226 contratti a termine destinati a non essere rinnovati. L’impatto occupazionale continua a concentrarsi in larga parte nel Nordest.
Incontro istituzionale al ministero sulla vertenza Electrolux.
I dati fabbrica per fabbrica: Porcia e Susegana le più colpite
Gli stabilimenti di Porcia, in provincia di Pordenone, e di Susegana, nel Trevigiano, registrano la pressione più alta del piano industriale. Insieme, i due poli produttivi raccolgono oltre il 60% dei tagli annunciati dalla direzione aziendale.
Il dettaglio dei tagli a Porcia e negli altri poli
A Porcia gli esuberi comunicati sono 463. Il dato si divide tra 208 addetti diretti alla produzione e 255 figure professionali impiegate nello staff e negli uffici.
A Susegana le eccedenze si attestano a quota 420 lavoratori. La riduzione del personale coinvolge anche gli altri siti manifatturieri del gruppo sul territorio nazionale:
- Forlì: 297 eccedenze
- Cerreto d’Esi: 154 eccedenze
- Solaro: 116 eccedenze
Stabilimento Electrolux coinvolto nella procedura di ridimensionamento del personale.
Lo stallo con le rappresentanze sindacali
Il progetto originale della multinazionale prevedeva 1.719 esuberi totali. Le uscite incentivate dei mesi scorsi hanno abbassato il computo nominale a 1.450, ma la struttura della riduzione non ha subito variazioni sostanziali.
I sindacati presenti al tavolo ministeriale sottolineano che il piano non è cambiato rispetto alle impostazioni di partenza. La richiesta delle parti sociali resta quella di vincolare il confronto alla tutela dei volumi produttivi negli stabilimenti italiani.



