La regola secondo cui ogni ricevuta d’acquisto deve finire nel bidone del secco residuo non è più valida per tutti i supporti cartacei: Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ha definito tre categorie per gli scontrini raccolta differenziata, ammettendo nella carta le versioni prive di fenoli e dotate di certificazione formale. La maggior parte dei rotoli termici tradizionali rimane destinata al bidone dell’indifferenziato per evitare la contaminazione del macero industriale, ma distinguere i materiali permette di recuperare una quota crescente di fibre pulite.
I rotoli utilizzati nei registratori di cassa operano attraverso una tecnologia a stampa termica diretta. La superficie cartacea non riceve inchiostro liquido, ma reagisce al calore della testina della stampante grazie a uno strato di composti chimici reattivi. Sono proprio queste sostanze a dettare la destinazione finale del rifiuto domestico, tracciando un confine netto tra i materiali cellulosici puri e quelli trattati.
Carta comune, termica e nuovi supporti: le tre categorie Comieco
Il documento tecnico “ATC 2025-29 – Audit e Qualità” elaborato da Comieco definisce i parametri di conformità per la selezione dei maceri a livello nazionale. All’interno di queste linee guida, la carta chimica che include fenoli o che risulta priva di marchi specifici viene classificata come scarto contaminante non idoneo al riciclo ordinario.
Per dissipare le incertezze operative dei cittadini, la classificazione ufficiale isola tre scenari precisi:
- Carta comune non termica: comprende fatture, quietanze o scontrini prodotti con inchiostro e stampanti ordinarie su carta tradizionale, da conferire sempre nella raccolta differenziata della carta.
- Carta termica senza fenoli certificata: fogli termosensibili di nuova generazione privi di composti fenolici, dotati di una specifica dicitura sul retro che ne attesta la riciclabilità, destinati al cassonetto della carta.
- Carta termica tradizionale o non certificata: tutti i rotoli termici che non riportano l’indicazione esplicita per il recupero della cellulosa, compresi quelli con la sola dicitura generica, da buttare esclusivamente nel bidone dell’indifferenziato.
La maggioranza degli scontrini fiscali oggi in circolazione è ancora stampata su carta termica tradizionale, che dà problemi nella fase di riciclo e contiene ancora sostanze chimiche indesiderate: le scritte senza Bpa o Bpa Free non bastano a garantire che lo scontrino sia riciclabile.
Perché la dicitura “Bpa free” non garantisce la riciclabilità
L’abbandono progressivo del bisfenolo A è stato imposto dal Regolamento (UE) 2016/2235, che ha vietato l’immissione sul mercato di carta termica contenente Bpa in concentrazioni pari o superiori allo 0,02% in peso. Molte cartiere hanno sostituito il Bpa con altre molecole sviluppatrici di colore appartenenti alla medesima famiglia chimica, come il bisfenolo S (Bps).
Di conseguenza, la semplice dicitura “senza Bpa” o “Bpa free” impressa sul retro dello scontrino non assicura che il supporto sia privo di altri fenoli dannosi per il ciclo industriale del macero. Senza un controllo certificato sull’intera composizione dello strato termosensibile, il foglietto rischia di liberare molecole indesiderate durante il lavaggio della pasta di cellulosa negli impianti di trasformazione.
Come verificare se uno scontrino va nella carta: la procedura
La convinzione diffusa che il colore grigio o bluastro del retro identifichi con certezza una ricevuta ecologica non rappresenta una garanzia sufficiente. Sebbene molti supporti recenti privi di reattivi chimici presentino tonalità scure per proteggere la leggibilità da luce e umidità, il fattore cromatico resta solo un indizio visivo secondario.
Per smaltire correttamente il documento contabile occorre seguire una sequenza di verifica precisa:
- Ispezionare il retro dello scontrino: capovolgere la striscia di carta prima di accartocciarla e cercare le diciture stampate dal produttore del rotolo.
- Controllare la presenza di loghi e certificazioni: verificare la frase “va nella raccolta differenziata della carta” unita a un attestato riconosciuto, come quello rilasciato da Aticelca o il marchio “Riciclami nella Carta – Senza Fenoli” ideato con Assografici.
- Applicare la regola prudenziale: se il testo si limita a indicare l’assenza di Bpa o manca del tutto una marcatura certificata, gettare lo scontrino nel contenitore dei rifiuti indifferenziati.
| Tipologia di scontrino o ricevuta | Destinazione corretta |
|---|---|
| Ricevuta su carta comune con inchiostro tradizionale | Raccolta differenziata della carta |
| Carta termica certificata senza fenoli (Aticelca o equivalente) | Raccolta differenziata della carta |
| Carta termica con sola dicitura generica “Bpa free” | Raccolta indifferenziata (secco residuo) |
| Carta termica classica bianca priva di marchi sul retro | Raccolta indifferenziata (secco residuo) |
Le discrepanze tra regole nazionali e regolamenti comunali
Le direttive tecniche fornite da Comieco fissano la linea per la qualità del rifiuto a livello industriale, ma l’esecuzione pratica della raccolta urbana spetta alle singole municipalità e alle aziende di igiene ambientale. Diversi gestori locali mantengono istruzioni uniformi per prevenire errori grossolani da parte dell’utenza domestica.
A Torino, ad esempio, l’azienda Amiat segnala gli scontrini in blocco tra i materiali esclusi dal circuito della carta, inserendoli nel medesimo elenco di scarti non riciclabili che comprende carta oleata, carta da forno e fazzoletti usati. Prima di modificare le proprie abitudini di smaltimento, risulta indispensabile consultare l’ecocalendario o l’applicazione ufficiale del comune di residenza per verificare se le innovazioni sui supporti privi di fenoli siano già state recepite a livello locale.
💚 Controllare il retro dei rotoli prima di gettarli riduce drasticamente l’inquinamento delle partite destinate alle cartiere.
📱 Consulta l’applicazione del tuo operatore ecologico cittadino per conoscere le direttive valide nella tua via.
✨ Condividi questa guida con amici e colleghi per eliminare i dubbi sullo smaltimento delle ricevute quotidiane.
👇 Lascia un commento qui sotto per raccontarci se i negozi della tua zona hanno già iniziato a rilasciare scontrini con marchio di riciclabilità.

